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November 26 Agenda VIS 2009 Trecentosessantacinque giorni dedicati alla solidarietà e allo sviluppo. Una piccola agenda che scandirà gli appuntamenti delle vostre giornate e quelle dei vostri cari, ma che è soprattutto un progetto di umanità. Un anno intero per ricordarvi che sostenerci è facile; un anno intero per condividere la missione del VIS. Molto più di un semplice regalo quindi, l'agenda VIS è un simbolo di quanto si possa costruire insieme, un segno di come anche un semplice oggetto si può trasformare in un segnale di altruismo e di benevolenza. Con una donazione simbolica di 7.00 Euro più spese postali, potrai offrire un prezioso strumento ai tuoi ricordi che inevitabilmente si trasformerà in un bel dono anche per altri. Sono solo 700 le agendine che il VIS ha prodotto; affrettati, regala e regalati la solidarietà. Dedica il tuo 2009 al Vis e ai suoi progetti. Per ordinare l'agenda 2009 del VIS basta mandare una email a simona@volint.it o chiamare il numero 06.51.62.91Per la realizzazione ringraziamo Lem Art Group November 17 PROGRAMMA WEEK AND amVis IME a Bari
SABATO 22
ore 16.00 Arrivi e sistemazione ore 16.30 Preghiera: ricordati che sei stato straniero ore 17.00 I tempo della formazione per il duplice livello: - 1° livello: interviene la dott.ssa Gabriella Patriziano (UNICEF) sulla DUDU e sulla Convenzione sui Diritti dell'Infanzia
- 2° livello: interviene il dott. Enrico Cesaretti (esperto nazionale in materia di immigrazione) ore 19.30 Cena condivisa (ciascun gruppo può portare qualcosa di buono?) ore 20.00 Partenza per la Fiera di Bari all'interno della quale si svolgerà il MEETING DEL VOLONTARIATO e parziale partecipazione al concerto dei RADIODARVISH
(un gruppo italiano di world music che propone spesso nei loro testi il tema della pace).
ore 22.30 Ritorno a casa ore 23.00 Adorazione DOMENICA 23 ore 7.00 Sveglia ore 7.30 Preghiera del mattino ore 8.00 Colazione ore 8.30 II momento di formazione per i due livelli: - 1° livello: Don Mimmo condurrà un workshop sulla comunicazione dei diritti umani - 2° livello: il dott. Enrico Cesarini guiderà un laboratorio sull'immigrazione NB: l'orario della celebrazione eucaristica lo comunicherò durante il weekend ore 13.00 Pranzo ore 14.00 Partenza PS: è necessario portare il sacco a pelo, la cartellina personale, qualcosina di buono per la cena! Il week-end non ha una quota.
November 05 “La guerra silenziosa” nella Rep. Democratica del Congo
Gli sfollati che stanno arrivando al Centro Don Bosco di Ngangi intanto aumentano di ora in ora. Ormai si contano oltre 700 persone tra donne e bambini che si aggiungono ai 350 bambini orfani che risiedono al Centro. I Salesiani e i volontari VIS continuano nonostante tutto ad essere presenti e a offrire aiuto alla gente accolta nel Centro con alimenti, vestiti, medicinali. Nonostante la Repubblica Democratica del Congo abbia una guerra interna che sta logorando il Paese da più di dieci anniNonostante volontari, missionari, operatori umanitari stiano dando l’allarme sulla gravità della situazione da mesi Nonostante ad agosto il generale Nkunda con il suo esercito di ribelli abbia ripreso i combattimenti nel Nord Kivu, seminando morte, terrore e violenza Nonostante migliaia di persone siano costrette a fuggire dalle proprie case aumentando il numero degli sfollati di giorno in giorno Nonostante le donne subiscano abusi, gli uomini siano uccisi brutalmente davanti alle loro famiglie, i bambini costretti a seguire le file dei ribelli. Nonostante tutto ciò NESSUN MEDIA in Italia ha parlato di questi avvenimenti tragici fino a quando l’Onu non ha convocato una riunione del Consiglio di Sicurezza per valutare il da farsi davanti all’escalation delle violenze, la Farnesina ha segnalato la presenza di una trentina di italiani in loco e i fatti hanno improvvisamente assunto quell’appeal tale da poter essere trasformati in notizia ed essere inseriti nella agenda setting nazionale. Speriamo che la visibilità mediatica che in questi giorni FINALMENTE sta portando alla ribalta questa guerra non vada oscurata nuovamente chiedendo a tutti, giornalisti in primis, di diffondere la notizia su giornali, tv, radio, blog, siti. Chiediamo all’opinione pubblica di parlarne, di scriverne, di domandare, di informarsi. Non ho idea di quanto durerà ancora questa guerra, ma bisogna avere idea di cosa fare per non farla durare nel dimenticatoio.
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