amVis JamBosal's profileamVIS JamBosalPhotosBlogListsMore Tools Help

Blog


    May 16

    Pistorius può andare ai Giochi di Pechino

    «Questa sentenza zittisce le folli teorie del mio vantaggio sleale».
    Ora dovrà cercare il tempo minimo di qualificazione nei 400 metri
     
                              

    LOSANNA - Oscar Pistorius ha vinto l’appello presentato al Tribunale di Arbitrato Sportivo di Losanna e nel caso in cui dovesse ottenere il tempo minimo richiesto dal Comitato Olimpico Internazionale potrà correre alle Olimpiadi di Pechino. Il Tas ha stabilito che lo sprinter sudafricano, amputato ad entrambe le gambe all’altezza delle ginocchia, può sfidare gli atleti normodotati con l’ausilio delle protesi in fibra di carbonio precedentemente bocciate dalla federatletica internazionale (Iaaf).

    QUALIFICAZIONE - Il Tas, che si è espresso in favore di Pistorius con verdetto unanime, ha ribaltato il giudizio della Iaaf precisando che il verdetto odierno ha effetto immediato. Pistorius, 21 anni, dovrà ottenere il tempo minimo per partecipare alla gara dei 400 metri delle Olimpiadi di Pechino. Per la sua partecipazione alla staffetta con la nazionale sudafricana, invece, non ci sarà bisogno di una qualificazione ma di una semplice nomina nella squadra di relay.

    IL VELOCISTA - «Spero che questa sentenza zittisca le folli teorie sul fatto che gareggio con un vantaggio sleale». Questa la prima reazione di Oscar Pistorius alla sentenza. «In tutti questi mesi ho cercato di assicurare a tutti i disabili una possibilità di competere con i normodotati- ha spiegato il sudafricano- ora posso concentrarmi sul tentativo di qualificarmi all'Olimpiade. E se non saranno quelle di Pechino saranno quelle di Londra 2012».
    May 06

    don Mimmo Dance (LE ORIGINI)

    "Meglio la carne che l'osso ... e dacci dentro a più non posso!"

    http://it.youtube.com/watch?v=3o-ejgFxGj4

                                             

                                  

    Grazie al mio amico, fratello e "padrino squinternato" salesiano! Grazie per il tuo esserci costante (nonostante gli innumerevoli impegni che ti affliggono la vita quotidiana) per la tua allegria, simpatia, rimproveri, il grande incoraggiamento nel sognare, la voglia di farmi realizzare negli obbiettivi e nelle mie passioni... il tuo esser guida... il tuo essere semplicemente... Mimm!! Gnocco, Mammalucco, Milite Ignoto, Compaesano, Vagabondo, Pirata della strada, ballerino mediocre e tutti gli altri soprannomi che ti do! grazie di aiutarmi a capire il mio ruolo in questo mondo... crescendo con mille scelte da prendere e vivendo con un mondo da capire... ogni nuova prova è  un modo per scoprire un pò di me e tentate di esser migliore... ogni nuova amicizia sa insegnarmi ad esistere e non avere più paura... credere in me stesso e proseguire...infondo, ciò che voglio è soltanto dare un senso  ad ogni giorno che verrà... Voglio la mia parte per scrivere il mio sogno...

    cerco risposte infondo al mio cuore e spero in ogni mio ideale...

    (vedetevi l'intera saga della don Mimmo Dance su youtube!!! Peccato che non possa mettere anche gli altri... m'ammazz Mimm!!!!)

     

    May 05

    Birmania, più di 10mila morti, centinaia di migliaia i senza tetto

    Interi villaggi spazzati via dal ciclone Nargis.
    Illesi tutti gli italiani Il regime militare ha accettato gli aiuti umanitari delle Nazioni Unite
                                         
    RANGOON - Un vero disastro, che ha colpito un paese già poverissimo. Secondo il ministro degli Esteri birmano Nyan Win, il passaggio del ciclone Nargis sulla Birmania meridionale ha causato più di 10mila morti. Inoltre, stando a fonti delle Nazioni Unite, centinaia di migliaia di persone sono rimaste senza tetto ed acqua potabile. Il bilancio è ancora provvisorio e, secondo l'agenzia cinese Xinhua, i morti sarebbero addirittura 15mila. Stanno tutti bene, comunica la Farnesina, i circa 120 italiani che si trovavano nel paese. Già in moto la macchina degli aiuti internazionali, accettati dal regime birmano. La tempesta tropicale, di categoria 3, si è abbattuta nella notte tra venerdì e sabato sulle coste meridionali del paese con raffiche di vento fino a 240 chilometri orari. Il ciclone ha spazzato via interi villaggi, ha interrotto molte strade e ha lasciato senza energia elettrica cinque regioni, nelle quali è stato dichiarato lo stato di calamità naturale. La zona più colpita è il delta del fiume Irrawaddy, dove la tempesta ha sfogato tutta la sua potenza. Lì si è registrato il maggior numero di vittime. Investito dalla furia di Nargis anche il centro più importante della Birmania, Rangoon, che conta cinque milioni di abitanti. Le immagini che arrivano dalla città mostrano alberi sradicati, tetti scoperchiati e pali della corrente elettrica piegati dalla furia del vento.
     
    May 03

    un omaggio a chi merita tanto dalla vita!

     
    Yael Naim - New Soul

    (traduzione testo)

    Sono un’anima nuova, sono venuta in questo strano mondo sperando di poter imparare un pò sul dare e sull’avere.
    Ma dal momento che sono venuta qui ho provato la gioia e la paura di trovare me stessa fare ogni errore possibile

    Sono una giovane anima in questo mondo veramente strano e spero di poter imparare un pò su ciò che è vero e ciò che è falso.
    Ma perchè tutto questo odio?
    Provare a comunicare trovando la fiducia e l’amore non è sempre facile da creare.

    Si tratta di un lieto fine perchè tu non capisci tutto, tu hai fatto tutto sbagliato

    Si tratta di un lieto fine, vieni e dammi la tua mano…ti porterò lontano.

    [Ritornello]:
    Sono un’anima nuova,
    sono venuta in questo strano mondo sperando di poter imparare un pò sul dare e sull’avere.
    Ma dal momento che sono venuta qui ho provato la gioia e la paura di trovare me stessa fare ogni errore possibile

     

    Il cuore dell’educazione

    'Ma prof., se Dio non ci fosse, io sarei veramente in classe?'
    Che la ragione possa perseguire la verità, che la libertà possa essere posta in relazione alla verità: questo avvicina le generazioni, restituisce fascino al compito educativo e conferisce ai soggetti la dignità e lo spessore che la modernità, il materialismo e lo scetticismo dominante, hanno sottratto.

                                 

    Molti, sia genitori che insegnanti, pensano ancora che il compito della scuola si esaurisca nell’istruzione mentre l’educazione, intesa come formazione della persona nella sua integralità e completezza, spetterebbe all’ambito familiare o ad altre agenzie qualificate. Una simile posizione non considera il crescente gap tra offerta e domanda d’istruzione, in un momento in cui la consapevolezza del valore della conoscenza, assai frammentata, è debole. Sono sempre meno i ragazzi che hanno vero desiderio di imparare, la maggior parte subisce la scuola e si annoia sui banchi. Pensare che il compito dell’insegnante si esaurisca nell’istruzione, significa dichiarare il fallimento di una delle professioni più nobili. Parlare di educazione implica, invece, riconoscere sia il bisogno di affermare una verità ultima su di sé e sulla storia, sia il valore della persona come libertà che aspira alla soddisfazione delle esigenze originarie del proprio cuore. Non può esserci educazione senza che i due soggetti, maestro e allievo, si riconoscano in un percorso comune di tensione alla verità in cui la libertà di ciascuno sia attivata. Nella scuola italiana oggi sembra dominare lo “sgomento per il significato”: non c’è nulla che resti più estraneo di questo bisogno inestirpabile dell’uomo estromesso dall’approccio didattico da tanta pedagogia e sociologia dell’educazione. Docente e alunno si trovano su piani inavvicinabili, condannati dallo scarto generazionale. Ma che serve sapere se non si arriva al senso, al tesoro racchiuso nella conoscenza? Manca l’apertura della ragione tesa al riconoscimento del fattore ultimo presente nella realtà. “Ma prof., se Dio non ci fosse, io sarei veramente in classe?” si è sentito domandare un amico insegnante. Non credo che quel ragazzo conoscesse Dostoevskij, ma la stessa cosa lo scrittore russo la fa dire a un suo personaggio: “Se Dio non esiste, io sono ancora capitano?”. È il cuore dell’uomo che si esprime in questa domanda, un cuore che non può essere tradito nella sua esigenza di un significato totale che lo abbracci come amore, che assicuri consistenza alle azioni, ai desideri. La categoria ultima della ragione, la categoria della possibilità, deve ritrovare posto tra i banchi. A chi vive la passione per la verità e ha scoperto che “nel mistero del Verbo fatto carne diventa chiaro il mistero dell’uomo”, spetta un compito, quello che Benedetto XVI in America ha chiamato “carità intellettuale”. Come ha spiegato il Papa, vivere verso i giovani un atto d’amore quale è la responsabilità di condurli alla verità. Che la ragione possa perseguire la verità, che la libertà possa essere posta in relazione alla verità: questo avvicina le generazioni, restituisce fascino al compito educativo e conferisce ai soggetti la dignità e lo spessore che la modernità, il materialismo e lo scetticismo dominante, hanno sottratto.