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29 gennaio

tentativo di colpo di stato in Madagascar

 

 

Carissimi,

oggi pomeriggio c'è stato tentativo di colpo di stato in Madagascar.

Vi mando di seguito le ultime notizie prese dal sito della MISNA (www.misna.org)

 

26/01/09 13.33

"Un’ora fa, circa 20.000 sostenitori del sindaco della capitale si sono scontrati con le guardie incaricate della sicurezza dell’emittente del presidente Marc Ravalomanana, il Mbs (Madagascar Broadcasting System). Aspettiamo il bilancio definitivo però purtroppo si parla già di un morto e un ferito grave”: lo ha detto alla MISNA la redazione della Radio Don Bosco, contattata nella capitale malgascia Antananarivo, dove da ieri la situazione politica ha cominciato a farsi tesa. Stamani, migliaia di sostenitori del sindaco della capitale Andry Rajoelina - uno dei principali oppositori del presidente Marc Ravalomanana - sono scesi in strada per chiedere la liberazione di tre studenti fermati ieri al margine di disordini tra sostenitori del sindaco e del presidente, rientrato domenica dopo impegni ufficiali all’estero. Le fonti della MISNA ad Antananarivo precisano che la situazione in città è estremamente tesa e fortemente incerta, dal momento che le principali fonti d’informazione sono “spente”: al momento risultano interrotte le trasmissioni della radio vicina al presidente, quella del sindaco, mentre l’emittente pubblica Radio nationale malgache (Rnm) ha subito atti di vandalismo, dopo che migliaia di manifestanti oggi hanno saccheggiato e dato alle fiamme i suoi uffici. "In città – dicono alla MISNA da Radio don Bosco – girano addirittura voci di un tentativo di colpo di stato e il silenzio delle istituzioni nazionali alimenta ogni tipo di sospetto. Stiamo aspettando nuovi fatti e comunicati per capire quello che sta veramente accadendo”.

 

26/01/09 18.19

Da qualche ora, il clima in città è un po’ più tranquillo dopo gli assalti avvenuti in mattinata nelle sedi dei media locali basati in centro e in una dozzina di società di proprietà del presidente Marc Ravalomanana, tutte saccheggiate. Il bilancio provvisorio degli scontri con le guardie militari è di due morti e une decina di feriti”: lo ha detto alla MISNA la redazione di Radio Don Bosco, a 15 chilometri della capitale Antananarivo, attualmente l’unica emittente rimasta in attività nella zona dopo la distruzione questa mattina di quella di proprietà del presidente, il Mbs (Madagascar Broadcasting System) e della Radio nazionale malgascia (Rnm). “Per ora i fatti non sono molto chiari, anche perché il totale black-out dei mezzi di stampa rende quasi impossibile la diffusione delle informazioni”, sottolinea la fonte locale, precisando che “da alcune ore, in assenza di dichiarazioni ufficiali da parte delle autorità, numerosi voci si sono diffuse e rafforzate circa la fuga la notte scorsa del presidente Ravalomana nella provincia di Majunga, regione nord-occidentale dell’isola”. La Radio Don Bosco riferisce anche un’altra versione dei fatti, secondo la quale “un’importante riunione della squadra di Ravalomana e di alti rappresentanti delle istituzioni sarebbe attualmente in corso al palazzo presidenziale per valutare la situazione”. L’emittente dei missionari salesiani, presenti nella grande isola africana da 15 anni, ha anche segnalato alla MISNA che nelle prossime ore, il sindaco di Antananarivo, il giovane Rajoelina, principale oppositore al capo di stato, dovrebbe rilasciare una sua dichiarazione e potrebbe annunciare la creazione di un organismo direttivo di militari, confermando l’ipotesi di un colpo di stato. Stamani, circa 20.000 sostenitori del sindaco della capitale erano scesi in strada per chiedere la liberazione di tre studenti fermati ieri a margine di disordini tra sostenitori di Rajoelina e di Ravalomana, rientrato in anticipo domenica dopo impegni ufficiali in Sudafrica; in realtà, dietro la protesta ci sarebbe anche la chiusura a dicembre scorso di un’emittente privata.

 

26/01/09 21.50

Appelli alla calma sono stati diffusi in serata dal primo ministro Charles Rabemananjara e dal sindaco di Antananarivo Andry Rajoelina dopo una giornata di tensioni sfociate in scontri e saccheggi in diverse parti della capitale. “Chiedo alla popolazione di mantenere la calma, non è così che guideremo il paese verso lo sviluppo” ha detto il primo ministro sottolineando che “Discussioni per riportare la situazione alla normalità sono già in corso tra le parti”. Lo stesso appello è stato diffuso pochi minuti dopo dal sindaco della capitale che ha affermato di “condividere le rivendicazioni del popolo”. Intanto, fonti della MISNA contattate nella città hanno confermato che in serata la situazione è tornata alla calma ma gli autobus non circolano e la gran parte dei mezzi di informazione e le radio locali non hanno ancora ripreso a funzionare. I disordini, questa mattina, erano iniziati dopo che migliaia di sostenitori del sindaco Rajoelina - uno dei principali oppositori del presidente Marc Ravalomanana - sono scesi in strada per chiedere la liberazione di tre studenti fermati ieri dopo una manifestazione.

 

 

Un po’ di notizie del «nostro » Madagascar.

 La situazione era da diverso tempo tesa. Da tutte le parti si notavano malcontenti. Il fatto poi che si parlava tanto di “povertà” che veniva sconfitta e di “progresso” che avanzava, faceva aumentare il malcontento. I Vescovi da tempo ne avevano parlato, avevano indicato delle vie di soluzione, avevano spinto al dialogo. Purtroppo chi aveva la responsabilità faceva orecchio da sordi.         La conclusione è stata che nella giornata del  26 gennaio, nella capitale del Madagascar sono scoppiati episodi di violenza che hanno tenuto con il fiato sospeso la popolazione. Sostenitori del sindaco di Antananarivo, hanno assaltato, saccheggiato e bruciato la Radio/TV nazionale e altre proprietà del Presidente che ha una grande e robusta catena di negozi.  I saccheggi e gli incendi si sono susseguiti anche durante la notte. Il bilancio delle vittime nella capitale è di 39. Speriamo che il numero si arresti. Molti sono stati calpestati dalla folla, un gruppo nel bruciare un magazzino, è rimasto imprigionato dalle fiamme e una ventina sono rimasti carbonizzati. Il discorso da politico si è subito cambiato in vandalismi, vendette e saccheggi. Fermare una folla inferocita è veramente impossibile. La situazione nella capitale sembra calma ma è ancora confusa. Dopo gli episodi di violenza avvenuti ad Antananarivo, la crisi si è estesa nelle province, come Mahajanga, Fianarantsoa e Tuléar. Anche la zona di Ambanja è stata toccata. In tutte le città tutti i grandi magazzini sono chiusi, pochi i negozi al dettaglio aperti. Saccheggiati e incendiati i centri commerciali, soprattutto quelli di proprietà del Presidente.  Alcuni beni di prima necessità, come olio e farina, sono introvabili. I distributori di carburante sono ormai vuoti. Le notizie poi si accavallano senza riuscire a distinguere la verità dalla menzogna. Nel corso della notte si è diffusa la voce l’acqua della Jirama, la società nazionale  di distribuzione elettrica e idrica, fosse stata avvelenata, ma gli accertamenti effettuati hanno garantito la potabilità. Il Presidente della Conferenza Episcopale, i capi delle varie Chiese, il Cardinale, i Vescovi (anch’io ho fatto una dichiarazione alla Radio…), tutti hanno lanciato un appello alla calma e al dialogo.Il Nunzio Apostolico – Mons. Augustin Kasujja – si è fatto promotore di una riunione degli Ambasciatori e delle Organizzazioni Internazionali che lavorano in Madagascar per spingere tutti alla pace e alla giustizia. Un po’ dappertutto è stato instaurato il coprifuoco fino all’alba. I militari e i responsabili dell’ordine pubblico stanno facendo del loro meglio. Chiediamo a tutti voi una preghiera  Con l'affetto di sempre

+ Rosario 

05 dicembre

Zimbabwe, dichiarato stato di emergenza Il colera dilaga, mancano i medicinali

possibile che quasi nel 2009 si muoia ancora di COLERA? 
 
Appello all'Onu delle autorità, non più in grado di fronteggiare l'epidemia
I casi accertati sono oltre 12.500, più di cinquecento finora le vittime

 
HARARE - Lo Zimbabwe dichiara lo stato di emergenza nazionale. Le autorità non sono più in grado di fronteggiare la nuova ondata di colera che rischia di trasformarsi in una vera ecatombe. Da domenica scorsa manca l'acqua potabile in molte regioni del paese, ma soprattutto nella capitale Harare dove la gente vaga con taniche e bidoni alla ricerca delle pochissime fonti di approvigionamento idrico ancora in funzione. Il rischio di un contagio, incontrollabile, sta destando forte apprensione tra i dirigenti sanitari del paese. Mancano i soldi per acquistare le sostanze chimiche indispensabili a filtrare le condotte, molte delle quali sono inquinate. C'è bisogno soprattutto di solfato di alluminio che viene fornito dal vicino Sudafrica. Ma la montagna di debiti accumulati ha interrotto le forniture. Le industrie di Johannesburg pretendono il pagamento di almeno una parte dei crediti e da quattro giorni hanno sospeso l'invio del materiale chimico. Dopo aver resistito due settimane, il governo di Harare ha gettato la spugna e per la prima volta, nella sua storia, ha chiesto aiuto alla comunità internazionale. Il ministro della Sanità, David Parirenyatwa, si è rivolto all'Onu fornendo un quadro agghiacciante sullo stato di salute della popolazione. I casi di colera accertato sono 12.546, il numero dei morti è cresciuto a 563, anche se stando ai calcoli dell'Onu sarebbero almeno 565. Le autorità sanitarie non sono in grado di assistere gli ammalati perché gli ospedali, di fatto, non funzionano da due mesi. I sanitari, medici e paramedici, non percepiscono gli stipendi e sono in sciopero. Molti non si recano neanche più al lavoro, sanno che non ci sono più soldi. Si agisce su iniziativa volontaria e solo la sensibilità dei sanitari e degli infermieri consente di assistere i 450 pazienti gravi che hanno bisogno di una dialisi quotidiana. Con l'arrivo della stagione delle piogge, la situazione è destinata a peggiorare. La gente è esasperata. Non c'è più lavoro, la disoccupazione ha raggiunto vette dell'80%, le banche hanno finito le riserve e non sono più in grado di soddisfare le richieste dei clienti. Testimoni raccontano di lunghe file davanti agli sportelli per prelevare poche decine di dollari. L'inflazione, ormai di 231 milioni per cento, ha reso la moneta locale come carta straccia; lo Stato ha dato ordine alle banche di distribuire solo cifre irrisorie e una volta a settimana. "Tra oggi e lunedì", ha dichiarato alla radio il ministro della Sanità, "abbiamo bisogno di 40 milioni di dollari per acquistare i prodotti chimici necessari a depurare l'acqua potabile. Abbiamo nelle casse solo 7 milioni che servono alle necessità principali. Ma ci occorre un altro 1,5 milioni per pagare gli stipendi del personale ospedaliero". L'Unicef è stata autorizzata a distribuire acqua con camion cisterne. Ma i contagi si estendono in modo incontrollato. Il governo ha esortato la gente a non stringersi più la mano: un primo, basilare atto di igiene che dimostra da solo la gravità della situazione. Il rischio, osserva un dirigente Onu di Harare, è il collasso definitivo del paese e la sua messa in quarantena.

05 novembre

“La guerra silenziosa” nella Rep. Democratica del Congo

campo sfollatipadre mario e bimbi del villaggio

Nonostante gli accordi di pace firmati appena due anni fa, l’area del Kivu della Repubblica Democratica del Congo è di nuovo sotto assedio occupata da migliaia di militari, di guerriglieri e truppe irregolari che si fronteggiano e combattono per ottenere lo sfruttamento dell'immenso patrimonio di risorse minerarie della Regione, uno dei più importanti al mondo. Al Centro Don Bosco di Ngangi, nei pressi di Goma al confine con il Rwanda, dove ci si prende cura da oltre vent’anni dei bambini in difficoltà, Padre Mario Perez - direttore della struttura - oggi accoglie più di 3.000 bambini e ragazzi.Con l’acuirsi degli scontri ogni giorno suonano alla porta del Centro 800 nuovi bambini e ragazzi, spesso figli degli sfollati che vivono a ridosso del Centro Don Bosco, ragazzi-soldato e ragazze vittime di violenza. “Nonostante il silenzio piombato sulla vicenda congolese, in Congo si spara e si muore ancora, e soprattutto i bambini non possono andare a scuola, non hanno un posto per dormire e neanche di che sfamarsi”.Il Governo della Repubblica Democratica del Congo ha rifiutato l'accordo di pace con Laurent Nkunda, capo dei ribelli che stanno marciando verso l'assalto del Nord Kivu, in quanto si ritiene impossibile poter dialogare con l'artefice di disastri umani. La situazione continua quindi a essere tesa. Da Goma era partito lunedì un convoglio umanitario dell'Onu, che scortato dai caschi blu è arrivato oggi a Rutshuru, roccaforte dei ribelli, per distribuire medicine e acque ai civili. Nel frattempo le autorità della provincia del Nord Kivu hanno decretato il coprifuoco proprio a Goma, minacciata dai ribelli fermi a un quindicina di chilometri. Il coprifuoco - dalle 23:00 alle 05:00 - è stato imposto per controllare meglio i movimenti notturni e diurni della popolazione.

Gli sfollati che stanno arrivando al Centro Don Bosco di Ngangi intanto aumentano di ora in ora. Ormai si contano oltre 700 persone tra donne e bambini che si aggiungono ai 350 bambini orfani che risiedono al Centro. I Salesiani e i volontari VIS continuano nonostante tutto ad essere presenti e a offrire aiuto alla gente accolta nel Centro con alimenti, vestiti, medicinali.

 

bimbi a Ngang 2bimbi a Ngangi

Nonostante la Repubblica Democratica del Congo abbia una guerra interna che sta logorando il Paese da più di dieci anni

Nonostante volontari, missionari, operatori umanitari stiano dando l’allarme sulla gravità della situazione da mesi

Nonostante ad agosto il generale Nkunda con il suo esercito di ribelli abbia ripreso i combattimenti nel Nord Kivu, seminando morte, terrore e violenza

Nonostante migliaia di persone siano costrette a fuggire dalle proprie case aumentando il numero degli sfollati di giorno in giorno

Nonostante le donne subiscano abusi, gli uomini siano uccisi brutalmente davanti alle loro famiglie, i bambini costretti a seguire le file dei ribelli.

Nonostante tutto ciò NESSUN MEDIA in Italia ha parlato di questi avvenimenti tragici fino a quando l’Onu non ha convocato una riunione del Consiglio di Sicurezza per valutare il da farsi davanti all’escalation delle violenze, la Farnesina ha segnalato la presenza di una trentina di italiani in loco e i fatti hanno improvvisamente assunto quell’appeal tale da poter essere trasformati in notizia ed essere inseriti nella agenda setting nazionale.

Speriamo che la visibilità mediatica che in questi giorni FINALMENTE sta portando alla ribalta questa guerra non vada oscurata nuovamente chiedendo a tutti, giornalisti in primis, di diffondere la notizia su giornali, tv, radio, blog, siti. Chiediamo all’opinione pubblica di parlarne, di scriverne, di domandare, di informarsi.

Non ho idea di quanto durerà ancora questa guerra, ma bisogna avere idea di cosa fare per non farla durare nel dimenticatoio.

 

07 ottobre

LA VITA VALE (Jovanotti)

Cosa succede che succede in giro
chi vede bianco chi vede nero
chi resta in casa chi se ne va in strada
che cosa conta che cosa è vero?
mi han detto che per tenere alti i consumi
è necessario far morire i fiumi
ho letto che le marche dei diamanti
han provocato guerre devastanti
che il succo d'ananas è insanguinato
ed il caffè ha un gusto assai salato
che c'è chi vive nella povertà
fabbricando simboli di povertà
che un brevetto di unamedicina
vale più della vita di una bambina
posso capire che così si salvaguarda il lavoro
vorrei vedere fosse figlia loro
la conoscenza e la tecnologia
a molte strade hanno aperto la via
il commercio è uno strumento di libertà
ma nel rispetto dei diritti e della dignità
della diversità e dell'ambiente
allora forza venite gente
che le speranze non si sono spente
allora forza venite gente

noi dobbiamo convincerli che la vita vale
una vita soltanto più di una multinazionale
noi dobbiamo convincerli che la strada buona
è il rispetto totale dei diritti di una persona

ho saputo che molte banche
coi risparmi delle persone
ci finanziano l'industria bellica
il narcotraffico e la distruzione
cosa devo fare mammà
cosa devo fare mammà
vi prego signori che state a sentire
voi che avete il denaro voi che avete il potere
voi che avete l'accesso che guidate il progresso
voi che state pensando "chi cazzo è questo fesso?"
che fabbricate e vendete prodotti scaduti
che i vostri figli li mandate nei migliori istituti
che inquinate le anime le strade le acque ed i prati
e i vostri giardini sono tutti curati
certe volte io mi sento male
ma le speranze non si sono spente
allora forza venite gente

noi dobbiamo convincerli che la vita vale
una vita soltanto più di una multinazionale
noi dobbiamo convincerli che la strada buona
è il rispetto totale dei diritti di una persona
03 ottobre

organizziamoci!

Organizziamoci. Raccogliete quanto più potete, me li spedite e vediamo coem fare arrivare il tutto. Grazie.
Don Mimmo

carissimi,
sono angosciato dalle notizie che arrivano dalla nostra Comunità salesiana di Goma (località Ngangi) nella Repubblica Democratica del Congo. La guerra che si sta intensificando ha già fatto 4 milioni di morti, più di un milione di sfollati, violenze di ogni genere su donne e bambini, ma non riscuote l'attenzione dei nostri mezzi di comunicazione!
Oggi è rientrata la troupe televisiva inviata da don Zuffetti e dal VIS per documentare la situazione, che è veramente tragica all'esterno del Centro Don Bosco e di serenità per i minori che possono usufruire dei servizi interni che però richiedono un urgente sostegno economico.
Vorrei lanciare una vera campagna di informazione per l'opinione pubblica che venga a conoscenza di questa situazione di guerra e di violenza.
Se potete coinvolgete i giornali, le TV, i gruppi, le Parrocchie: rompiamo questo silenzio colpevole.
Suggeriteci altre strade percorribili!
 
Padre Mario ha aggiunto il seguente messaggio:
 
Ciao, Nando,
Poco fa è partita la piccola troupe televisiva e spero che portino una buona documentazione delle cose dramatiche che hanno visto.  
Siamo con la ripresa de la guerra, la città di Goma é praticamente accerchiata dall'esercito di Kunda che impedisce i rifornimenti. Rimane soltanto il passaggio verso il Rwanda Gisegny et Bukavu con certi rischi. L'aeroporto é encora aperto, e i voli verso Kinshasa ci sono encora. Non sappiamo qualle sarà lo scenario domani.
Oggi nel centro sono presenti 2782 minori.1. Chiediamo informazione sulla epatite B.Abbiamo dei casi e stiamo ancora facendo indagini per tutti i ragazzi e ragazze interni, ma dovremo verificare anche il personnale, i bambini semi interni ed esterni. Qualcosa lungo e costoso. Per adesso ci interesa avere il parere degli sperti. Cosa ci consigliano. Vogliamo evitare non solo il peggio ma che tutti siano salvi.2. Questo anno, gli stipendi, le tasse e il numero dei bambini fanno aumentare le spese. Ho difficoltà a sostenere tutte questen spese come facevamo prima. Si aggiungono ancora i bambini sfollati che vogliono studiare. Non abbiamo nessuna autorizazione per aiutarli, abbiamo aspettato due settimane per avere una risposta delle autorità. Niente.I genitori sonno disperati per la guerra, ma il fatto di voler far studiare il loro bambini é bello, una risorsa di speranza fondata.-Senza avere fondi abbiamo dato la parola che li facciamo studiare. Lunedi 06 ottobre incomincianno le scuole. Sonno circa  600 bambini per la scuola elementare, 100 per la  secondaria. Sicuramente aumentaranno. Dobbiamo creare delle aule per loro al pomeriggio, perche il mattino le nostre sonno troppo piene. Il costo mensile è : 10 euro per fare studiare i bambini delle elementare e dare un pasto, e 15 euro per quelli delle medie, 17 per le superiore, 5 euro spese mediche ed imprevisti. (al mese x 11 mesi). -Dobbiamo pensare ai bambini  e ragazzi che studiano adesso nel centro: sono 2.700 ! ma diamo da mangiare anche al personale e a persone occasionali per un totale di 3.000 persone.  La spesa é quasi di 20.000 euro al mese. Se ci fossero "sostengni a distanza" sicuri potremmo coprire questo enorme costo. 3. Questi giorni c'é stato anche  un uragano tropicale. Molte persone hanno perso la casa, tra questi 11 dei nostri impiegati, ad altri con danni meno gravi. Una casetta in legno e lamiera costa adesso sui 3000 euro. Non vorremo regalarla, ma fare un prestito, visto che sono nostri impiegati e che un stipendio lo ricevono con sicurezza ogni mese, ma sarebbe necessario poter disporre di questo fondo. e pensare alle modalità perchè riescano a rimborsare mese per mese con sicurezza. Con  l'ufficio dei progetti pensaremo a qualcosa. 4. Intorno al 10 ottobre ti chiediamo di trovarci almeno 50.000 euro e farceli spedire sul conto Oeuvres de Don Bosco. Grazie encora della vostra amicizia.
Mario
 
Aggiunta redazionale.
Padre Mario Perez, missionario salesiano, è il direttore del Centro Don Bosco di Goma Ngangi, nella Republica Democratica del Congo. Dal 1998 ha cominciato a raccogliere, in collaborazione con alcuni Enti internazionali che glieli affidano, tutti i bambini e bambine, persi, abbandonati, orfani, ex bambini soldato, bambine di strada, ragazze madri, ecc. di qualunque etnia o religione provenienti da tutta la regione.
Il VIS affianca il lavoro educativo della Comunità salesiana di Goma Ngangi con l'invio di volontari e il sostegno economico.
 
In dieci anni, la guerra e l’insicurezza sociopolitica hanno devastato la zona est della Repubblica Democratica del Congo, lasciando circa 4 milioni di morti e milioni di rifugiati. Le elezioni di stato del 2006, hanno portato un soffio di speranza e di impegno in tutto il paese, tuttavia le violazioni dei dritti umani hanno continuato a moltiplicarsi, in particolare nell’Est del paese, dove i combattimenti e l’insicurezza continuano a persistere. Nella regione del Nord Kivu inoltre si è raggruppata una parte di ribelli che ancora oggi terrorizza la popolazione. Nel 2007, gli scontri, a qualche decine di chilometri da Goma, hanno obbligato 857.000 persone a spostarsi per sfuggire ai combattimenti e all’insicurezza, malgrado la presenza di 25.000 uomini delle Nazioni Unite. Questi profughi vivono tuttora in campi di raccolta in condizioni disperate senza poter coltivare i campi per nutrirsi. In queste condizioni la città di Goma – nella provincia del Nord Kivu – ha visto arrivare e installarsi in situazione di precarietà centinaia di migliaia di rifugiati, venuti dalle campagne dove i combattimenti continuano e dove l’insicurezza resta il problema maggiore. In dieci anni la popolazione si è triplicata passando approssimativamente da 200.000 a 800.000 abitanti compresi gli sfollati, più della metà sono giovani. Nel gennaio 2008 si è riunita a Goma una conferenza di pace composta da  più di 1500 delegati di tutte le forze presenti ed è stato firmato un accordo di pace. Ma questo accordo tutt’ora non viene rispettato.
01 ottobre

HARAMBèE TORINO 2008

 da www.sdbime.it

La necessità urgente di annunciare il Vangelo 420 giovani si sono dati appuntamento al Colle Don Bosco per celebrare il 19° Harambée: testimoniare nella gioia e nella fede la ricchezza dell'esperienza che hanno vissuto in un Paese Povero vivendo per un mese in gruppo presso una missione salesiana. Ogni gruppo ha presentato la propria esperienza con montaggi mediatici molto ben preparati. Il gruppo partito dalla sede nazionale del VIS di Roma ha saputo trasmettere a tutti i presenti profonde emozioni quando ognuno dei 14 partecipanti ha espresso la trasformazione che ha sentito nel cuore o durante l'esperienza oppure ora che il ritorno nella "normalità" è tanto difficile.La serata si è conclusa con un rosario recitato nei luoghi dove Giovannino Bosco è nato e vissuto con la famiglia e con dei meravigliosi fuochi d'artificio preparati dai giovani dell'Ispettoria di Napoli. Il giorno dopo, domenica 28, siamo scesi a Torino Valdocco, dove Don Bosco, già prete ha cominciato e sviluppato tutta la sua opera educativa. Il Rettor Maggiore dei Salesiani, Don Pascual Chavez, messicano, ha rivolto a tutti i giovani, ai missionari e ai Volontari laici partenti un forte invito a divenire promotori e difensori dei Diritti Umani soprattutto nei confronti dei milioni di giovani che sono vittime di una società ormai abbagliata dall'idolo del possesso e del successo. Ma il momento culminante è stato  alle ore 12, nella basilica di Maria Ausiliatrice in Valdocco, a Torino, quando ha avuto luogo la celebrazione del mandato missionario e della consegna del crocifisso alla 139ª spedizione missionaria salesiana. L’Eucaristia, trasmessa in diretta streaming su www.missionidonbosco.tv e televisiva da Telepace,  presieduta dal Rettor Maggiore dei Salesiani, Don Pascual Chávez. La celebrazione è stata introdotta dalla lettura della cronaca della prima spedizione missionaria salesiana, avvenuta l’11 novembre 1875 nella stessa basilica. Don Vaclav Klement, Consigliere per le Missioni, ha presentato i gruppi e i singoli missionari, 25 salesiani e 32 volontari laici, indicando le loro destinazioni; sr Ciri Hernández, Consigliera generale per Missioni delle Figlie di Maria Ausiliatrice, ha presentato a sua volta le 7 suore in partenza. Il VIS, Volontariato Internazionale per lo Sviluppo a presentato 24 Volontari di cui 8 in servizio civile  per un anno e gli altri con impegni di due o più anni. Nell’omelia Don Chávez ha riproposto, l’apostolo Paolo come modello di annunciatore divorato dall’”urgenza di evangelizzare”. Durante l’omelia, il Rettor Maggiore, interrompendo la lettura del messaggio, ha proposto una spedizione straordinaria missionaria per il 2009, anno in cui ricorre il 150° di fondazione della Congregazione salesiana. “Almeno 100 !”, ha puntualizzato il IX successore di Don Bosco, chiedendo ad ogni Ispettoria il dono di un missionario.

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                          DSC050450 colle fuochi d'artificio low 

ARTICOLO SITO...

 

DSC03319Ciao a tutti,

mi chiamo Davide e sono di Portici (Napoli), ho 21 anni, sono un cuoco, un universitario, animatore salesiano e tanto tanto altro… che nemmeno io ricordo d’essere!...poco importa!...

Su pressante invito del mio grande amico Emilio Vittozzi (sei un grande!!!!) vorrei condividere con quanti (e so che sono tantissimi perché ci passo spesso di qui anch’io) visitano questo bel blog “LA MIA ENNESIMA ESTATE PARTICOLARE…” vi ringrazio anticipatamente di leggere “tutte le fesserie che dico” e anche se in maniera scorrevole la mia scrittura richiede lo sgranocchia mento di qualcosa si buono durante la lettura… vi ringrazio anticipatamente dell’opportunità di testimoniare via web quanto ho vissuto… buona lettura! Grazie Emi!!!!          

8 Agosto 2008… le arricchenti esperienze missionarie “in contesto” al servizio del prossimo nella mia vita proseguono… dopo Bemaneviky (villaggetto nel nord del Madagascar) e il Servizio Civile a Napoli (centro don Bosco con i mie cari scugnizzi)  Dio mi dona l’immensa opportunità di vivere dopo un anno intenso fra studio, lavoro e il continuo e martellante tram tram quotidiano della nostra grande metropoli un’estate particolare… Ossia trascorrere un mese a SCUTARI, in Albania… la terra delle aquile! P1050180

So benissimo che la mia scelta non è abituale fra i miei coetanei…anzi purtroppo per niente… rinunciare “di propria iniziativa” alle vacanze, spendere diversamente i propri risparmi o addirittura guadagnarli per questo scopo e rinunciare alla bella vita estiva per scegliere una maniera differente, è per me un sistema per non mollare la presa e sedimentarmi alle comodità… no nossignorè non è proprio da me!

La vita, a mio umilissimo parere ci viene donata per uno scopo… UNA MISSIONE… che Dio ci affida su misura per noi… ci chiama proprio per nome e cognome e cel’affida ben sapendo che noi saremo in grado di assolverla nonostante le fatiche, la sofferenza, il dolore e tutti i problemi del mondo… ogni istante, ogni minuto, ogni singolo dettaglio rende IL NOSTRO ORDINARIO STRAORDINARIO da vivere e sfruttare al massimo… e divenire testimoni e promotori per educare e agire, col nostro piccolo a casa, in famiglia, a scuola, a lavoro e nelle grandi opere affinchè il nostro mondo divenga “UMANO,AUTOSOSTENIBILE E VIVIBILE” per le generazioni seguenti… il futuro del mondo è ORA non POI…per un mondo sempre PIU’ POSSIBILE abitato da “gente di Dio” che conviva fra le mille differenze religiose, politiche, economiche,sociali… concretamente in pace e armonia…

non è utopia ma rendere del proprio sogno la realtà, rendere delle proprie passioni obbiettivi di vita da realizzare con crescente voglia e pace nel cuore.

Essere puri testimoni del proprio vissuto è un grosso impegno che la vita ci offre, come mezzo di conoscenza, educazione e di trasmissione di passione ed entusiasmo al fine di stimolare per invogliare l’interlocutore nel recepire e rapportare a se stesso quanto detto…e darsi na mossa!

100_2561Anche questa volta proverò a farlo… dal mio ritorno in Italia finchè ci sarà il bisogno di testimoniare con serenità, euforia e gioia quanto vissuto…

Inizio col dire che questo mese amiamo definirlo “esercizi spirituali in contesto” e che ci permettono di lavorare su noi stessi in un paese in via di sviluppo, mettendoci a disposizione e impegnandoci con le comunità locali qualora ci sia bisogno di fare dei lavoretti, animare o altro…Senza intaccare i loro schemi di vita, mettendosi al servizio dei locali ed “egoisticamente parlando” ricevere più che dare, apprendere e non imporre un fico secco!

Quest’anno, noi giovani dell’Ispettoria salesiana del sud Italia, a coronamento del consueto cammino di ANIMAZIONE MISSIONARIA sia nei nostri ambienti di provenienza (il mio l’Oratorio Salesiano di Portici) e il cammino Ispettoriale (con annesse tematiche annuali sulla “salvaguardia del creato”) abbiamo risposto con entusiasmo alla proposta di  vivere il mese di agosto nella comunità locale di Scutari, a nord dell’Albania, raggiunta con la nave dal porto di Bari. Poter esprimere sentimenti, emozioni e ogni espressione dell’anima già dal vivo è difficile… perché determinate situazioni ed episodi vanno vissute “live”... figuriamoci riuscirle ad esprimerle con la tecnologia… ma fa niente… ci proviamo lo stesso! Necessità Virtù!DSC03288

La nostra presenza li (ne eravamo in 18 da tutto il sud Italia) appunto era di servizio e di appoggio per la comunità locale nelle attività principalmente apostoliche di animazione… con le 2 estate ragazzi giornaliere mattina e pomeriggio a Scutari (250circa rag.) a Berdice (150 rag.) un villaggetto vicino… Poter conoscere dal vivo la REALE SITUAZIONE in cui i nostri fratelli albanesi vivono ci ha permesso (o almeno parlo per me) di conoscere la realtà dei fatti… di un paese che ha subito tanto nella storia, maltrattato e utilizzato da tutti ai propri fini ignobili… a Napoli si dice “curnut e mazziat” ossia sfruttati totalmente e ora marchiati come razza sporca…” e io m’incazz!!!!!San Tommaso diceva “VEDERE X CREDERE”… e vediamo allora… 

Oggi l’Albania, dopo la caduta del comunismo dittatoriale nel 97 è in fase di sviluppo ultrarapido…soprattutto negli ambiti edilizi, automobilistici e petroliferi… ma è tutto un fuoco di paglia… (il Console Italiano cel’ha confermato in pieno) tutti cantieri in successione che non mascherano l’assenza da parte dello stato di un progetto di ricostituzione del paese progettato, studiato e messo in atto per non ricadere nella crisi…

L’ALBANIA E’ COME UN CORPO SENZA SCHELETRO… apparentemente simile a noi o addirittura superiore con grossissimi centri pieni di infrastrutture, cantieri a palate,strutture ricettive, macchine di lusso per tutti e innumerevoli distributori di benzina… erogata come fosse l’acqua… eppoi nelle immediate periferie arretratezze assurde, spaventose… strade inesistenti (erano più percorribili in Africa), assenza di impianti elettrici, fognature, acqua calda… condizioni di salute ed igiene a dir poco scandalose… da farti salire ogni tipo di rabbia su per lo stomaco…E di farti capire che questo è tutto un fuoco di paglia… non una crescita sicura e graduale che assicuri stabilità e futuro al paese… cosi facendo si stà riavviando verso un’altra grave crisi.

L’ALBANIA E’ IL PAESE DOVE CONVIVONO GLI OPPOSTI e cosi amo definirlo… non solo per gli ambiti oggettivi e immobili… ma anche per quelli soggettivi e mobili!!!!

LA POPOLAZIONE E’ FAVOLOSA…davvero noi italiani abbiamo da rispettarli ed apprezzarli…

e non da maltrattarli e ri-nominarli!

Abbiamo soprattutto da interrogarci sul come mai rinunciano a vivere nella loro terra, alle loro radici e  tradizioni a cui sono legatissimi per venire in Italia? DSC03519No, non sono scemo… non per soldi… perchè l’Albania è una nazione bellissima, a mio parere da utilizzare turisticamente molto meglio… con paesaggi incontaminati e mozzafiato, mare meraviglioso e accoglienza e calorosità locale unica… oserei dire “alla napoletana!”…

Credo proprio che la rovina DEGLI ALBANESI SIANO GLI ITALIANI…

purtroppo illudendoli di essere L’ISOLA DEL TESORO sulla quale trovare l’ancora di salvezza e l’opportunità di una vita migliore ed agiata…di sfondare per i tanti giovani che partono!In pochi casi ci riescono… in tantissimi altri ovviamente no… e le risorse umane con capacità speciali vanno perse a beneficio del nulla…ogni tanto finisce in tragedia e si rimarca la loro provenienza…quasi come se fossero bestie illegali…che non si sappia la loro origine…ohh!!!! Tutt’altro… sono persone dolcissime, estremamente affettuose ed accoglienti… mi basta ripensare a tutti i villaggi, persone e famiglie che ci hanno accolto nelle loro case… sconosciuti e forestieri che eravamo ci mettevano a disposizione tutto…e qui è il caso di dire “se l’ospite non va nel salotto è il salotto che va dall’ospite”… immaginate un po’ voi cosa combinano per gli ospiti gli albanesi… e dire che la nostra marcata presenza religiosa non è che ci facilitasse tutto…anzi… spesso e volentieri ci ritrovavamo in famiglie musulmane! Essi… il Albania convivono 2 religioni…come se la società fosse fusa fra cristiani e musulmani… e tranquillamente ognuno vive il proprio credo stando nella stessa società… e sono all’ordine del giorno famiglie miste, matrimoni misti e altre cose strambe… ma vissute nella serenità e semplicità! Anche in ambito familiare, nel fulcro dei veri valori abbiamo da apprendere un po’ di cosette…e imparare a CONVIVERE!Sconvolgente davvero! Anche in oratorio (nel villaggio un po’ meno) ci si stava mischiati… e sia i ragazzi che anche animatori e comunità religiosa convivono nella maniera più splendida e cordiale!DSC03390E nessuno,dico nessuno, si permette di convertire l’altro…assolutamente! Si convive serenamente!

Questo un po’ per raccontare quanto appresso della vita sociale della gente e concretamente del paese… ringrazio Dio che le presenze religiose sono forti e operano con tanta determinazione nel silenzio…da veri operai del Signore… per facilitare e rendere felice l’esistenza dei meno fortunati.

Dai salesiani appunto alle suore di Madre Teresa (che accolgono chi nessuno accoglie..immaginate) Alle Carmelitane (che nella loro vita di clausura sanno dell’andazzo del mondo molto più di noi liberi nel circolare) e a tutti gli altri… Ecco, mi sono illuminato mentre scrivo e mi blocco ad ogni digitazione di parola… e il cuore in cooperazione con il cervello mi fa passare davanti agli occhi tanti flash bach del bel mese intenso vissuto in terra albanese.Concludo dicendovi che il nostro filo conduttore è stata LA VITA DI GRUPPO, organizzata quotidianamente (oltre alle mille attività) con preghiera mattutina, segno e impegno del giorno (gestita a turno da tutti) celebrazione dell’eucarestia prima di cena e adorazione in determinati momenti e diari di gruppo, uno spirituale/comico e l’altro sui diritti umani commissionatoci dalle alte sfere… la presenza del Signore è la principale…siamo andati per CERCARE IL SUO VOLTO!In un luogo diverso dal nostro quotidiano per poter fare silenzio attorno a noi e tirar fuori tutto il frastuono che confonde il cuore… ricevere un bel cazzottone in pieno viso da Lui e svegliarsi…

oltre che rendersi utili a chi ha avuto meno dalla vita oggettivamente parlando e ricevere la grossissima opportunità di crescere, di migliorarsi…di maturare in un mondo che ci impone il continuo sgomitarsi con il prossimo per imporre (ed imporsi) negli ideali, nelle passioni, nei propri egoistici interessi… AFFIDARSI A LUI e non perdere mai LA VOGLIA di continuare il nostro cammino di vita contrastando e vincendo le debolezze umane… mettendosi al servizio del prossimo e conseguenzialmente divenire migliore… assolvere la propria missione e meritarsi l’amore di Dio!Ancora una volta, condividendo concretamente le sofferenze e le mancanze del prossimo

ho rigenerato la mia anima ed evoluto la mia esistenza, mirata non ad ambizioni grosse e a scalate nella vita ma nell’avere il giusto, il guadagnato, la felicità… nelle “mancanze ho trovato il tutto”… e nel “tutto corretto” posso trovare di meglio??? Madre Teresa (albanese di nascita e crescita) diceva: “Non temere d’esser un segno di contraddizione ...e di rendere il respiro del mondo il tuo futuro”… apriamo gli occhi, abitiamo in un mondo favoloso che, purtroppo, per i fini egoistici di pochi pazzi si sta distruggendo… IL MONDO NON PUO’....”DEVE” MIGLIORARE E RITORNARE A SPLENDERE!PENSIAMO GLOBALMENTE ED AGIAMO LOCALMENTE… nel nostro piccolo ANDANDO CONTROCCORENTE… non smettiamo di Sognare e di realizzare in noi stessi il cambiamento che vorremmo nel mondo… è proprio da li che riparte il nostro cammino!!!Abbiate sempre fede, siate forti e sperate nel Signore!

Buona vita a tutti e grazie!!! Cercate il Suo Volto!L’appuntamento ora è x l’Harambèe Nazionale a Torino e la nuova annata sui “diritti umani!”  

DAVIDE

 

Ps. E chi pensava mai di poter beccare i giocatori, allenatore e dirigenti del Napoli li… di conoscerli di persona e vederli trionfare contro la squadra locale??? Che combinazione!!!! Cosa posso chiedere

Di più dalla vita???

09 luglio

La Coalizione italiana contro la povertà lancia le sfide per il G8 2009 in Italia

                                                               

Summit G8 2008

Una rappresentanza della Coalizione Italiana contro la povertà - la rete di 71 ONG, enti non profit e realtà associative della società civile italiana - è presente al Summit del G8 di Hokkaido in Giappone per fare pressione sul Governo italiano affinché siano mantenuti gli impegni internazionali presi in passato. Si chiede inoltre ai nostri rappresentanti istituzionali di far proprie tali tematiche e di considerarle punti irrinunciabili per l'agenda del prossimo G8 che si terrà nel 2009 a La Maddalena in Italia. Siamo sempre più lontani dal raggiungimento del 1° Obiettivo del Millennio che si propone di "eliminare la fame e la povertà estrema". La crisi alimentare dovuta alla crescita dei prezzi è imputabile ad un'iniqua redistribuzione delle risorse, tale da provocare situazioni di povertà e di difficile accesso al cibo anche nei Paesi occidentali. Occorre dare risposte concrete alle gravi crisi economiche, finanziarie e ambientali e alle ripercussioni di queste sull'economia mondiale e sulla salute dell'uomo. Per essere efficaci è urgente agire in netta discontinuità con il passato, recuperando il ruolo della politica e il valore di una partecipazione democratica dei cittadini alla governance globale. Solo così si potrà lavorare congiuntamente contro la povertà, per il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio e assicurare a ciascun individuo il godimento dei diritti fondamentali e l'accesso ai beni comuni.

23 giugno

FILIPPINE: ENNESIMA CATASTROFE AMBIENTALE/UMANA

Vittime del naufragio di un traghetto e degli allagamenti nell'arcipelago "E' la peggiore tragedia mai vista". In media venti cicloni e uragani l'anno

Filippine, il tifone fa strage Mille morti e 63.000 sfollati

BANGKOK - Le Filippine contano i morti del tifone Fenghsen. E il bilancio delle vittime continua ad aggravarsi. Sono almeno mille le persone che hanno perso la vita. Non ci sono speranze di trovare altri sopravvissuti tra gli oltre 800 passeggeri e membri dell'equipaggio del traghetto affondato per la furia del mare davanti a Manila. A terra, gli smottamenti e le inondazioni nella regione centrale dell'arcipelago hanno fatto altri 224 morti ma quasi 400 persone sono ancora disperse. Pesantissimo anche il bilancio dei danni materiali: basta pensare che gli sfollati sono 63.000.
 

Le autorità marittime nutrono la seppur flebile speranza che qualche decina di naufraghi scampati all'affondamento del traghetto possa aver trovato scampo sulle spiagge dei villaggi costieri vicino a San Fernando o nella piccola isola di Cresta de Gallo. Ma le condizioni del mare sono proibitive anche per le grandi navi da soccorso, e i venti continuano a soffiare con punte fino a 140 chilometri l'ora impedendo a elicotteri e aerei di sorvolare la zona. Il presidente Gloria Arroyo ha
ritirato la licenza di navigazione alla compagnia responsabile di aver fatto prendere il largo al traghetto malgrado le pessime condizioni meteo, con venti fino a 110 chilometri l'ora.  Il traghetto avrebbe dovuto impiegare 22 ore per coprire la rotta da Cebu a Manila. Al momento della partenza c'era già una situazione di allarme per il tifone. La guardia costiera che non ha impedito alla nave di salpare, si è difesa affermando che il tifone ha cambiato direzione quando il grande ferry era già in pieno oceano. Il passaggio di Fenghsen (dal nome di un dio del vento cinese) ha provocato un disastro con pochi precedenti anche per questo arcipelago in pieno oceano abituato a una media di 20 tifoni e uragani l'anno. L'intera regione centrale delle Filippine, specialmente nella provincia di Iloilo, è stata sommersa dalle acque. "Iloilo è come un oceano", ha detto ieri il governatore Neil Tupaz. "E' la peggiore tragedia della nostra storia".
 
ROMA - Attenzione ai problemi ambientali e alle attese di giustizia e di solidarietà dei paesi emarginati dalla globalizzazione. La chiede il Papa nell'augurio per il V Forum dell'informazione cattolica per la salvaguardia del Creato. Al termine dell'Angelus di oggi, inoltre, Benedetto XVI ha ricordato non solo la difficile situazione del Libano ma anche quanto successo nelle Filippine dove un tifone ha provocato il naufragio di un traghetto con a bordo 800 persone circa. "Elevo una speciale preghiera al Signore per le vittime di questa nuova tragedia del mare, in cui pare siano coinvolti anche numerosi bambini", ha detto Ratzinger.

16 maggio

Pistorius può andare ai Giochi di Pechino

«Questa sentenza zittisce le folli teorie del mio vantaggio sleale».
Ora dovrà cercare il tempo minimo di qualificazione nei 400 metri
 
                          

LOSANNA - Oscar Pistorius ha vinto l’appello presentato al Tribunale di Arbitrato Sportivo di Losanna e nel caso in cui dovesse ottenere il tempo minimo richiesto dal Comitato Olimpico Internazionale potrà correre alle Olimpiadi di Pechino. Il Tas ha stabilito che lo sprinter sudafricano, amputato ad entrambe le gambe all’altezza delle ginocchia, può sfidare gli atleti normodotati con l’ausilio delle protesi in fibra di carbonio precedentemente bocciate dalla federatletica internazionale (Iaaf).

QUALIFICAZIONE - Il Tas, che si è espresso in favore di Pistorius con verdetto unanime, ha ribaltato il giudizio della Iaaf precisando che il verdetto odierno ha effetto immediato. Pistorius, 21 anni, dovrà ottenere il tempo minimo per partecipare alla gara dei 400 metri delle Olimpiadi di Pechino. Per la sua partecipazione alla staffetta con la nazionale sudafricana, invece, non ci sarà bisogno di una qualificazione ma di una semplice nomina nella squadra di relay.

IL VELOCISTA - «Spero che questa sentenza zittisca le folli teorie sul fatto che gareggio con un vantaggio sleale». Questa la prima reazione di Oscar Pistorius alla sentenza. «In tutti questi mesi ho cercato di assicurare a tutti i disabili una possibilità di competere con i normodotati- ha spiegato il sudafricano- ora posso concentrarmi sul tentativo di qualificarmi all'Olimpiade. E se non saranno quelle di Pechino saranno quelle di Londra 2012».
06 maggio

don Mimmo Dance (LE ORIGINI)

"Meglio la carne che l'osso ... e dacci dentro a più non posso!"

http://it.youtube.com/watch?v=3o-ejgFxGj4

                                         

                              

Grazie al mio amico, fratello e "padrino squinternato" salesiano! Grazie per il tuo esserci costante (nonostante gli innumerevoli impegni che ti affliggono la vita quotidiana) per la tua allegria, simpatia, rimproveri, il grande incoraggiamento nel sognare, la voglia di farmi realizzare negli obbiettivi e nelle mie passioni... il tuo esser guida... il tuo essere semplicemente... Mimm!! Gnocco, Mammalucco, Milite Ignoto, Compaesano, Vagabondo, Pirata della strada, ballerino mediocre e tutti gli altri soprannomi che ti do! grazie di aiutarmi a capire il mio ruolo in questo mondo... crescendo con mille scelte da prendere e vivendo con un mondo da capire... ogni nuova prova è  un modo per scoprire un pò di me e tentate di esser migliore... ogni nuova amicizia sa insegnarmi ad esistere e non avere più paura... credere in me stesso e proseguire...infondo, ciò che voglio è soltanto dare un senso  ad ogni giorno che verrà... Voglio la mia parte per scrivere il mio sogno...

cerco risposte infondo al mio cuore e spero in ogni mio ideale...

(vedetevi l'intera saga della don Mimmo Dance su youtube!!! Peccato che non possa mettere anche gli altri... m'ammazz Mimm!!!!)

 

28 aprile

Scurdammoce 'o passato

L'incredibile storia di un indiano dimenticato per 35 anni in carcere
Ha passato 35 anni in prigione, non perché colpevole, ma perché tutti si erano scordati della sua esistenza.
35 anni , passati senza poter parlare con avvocati o familiari. Kashmir Singh era un commesso viaggiatore. Potrà rimetter piede nel suo Paese dopo aver ricevuto la grazia del presidente Musharraf.
                                     
Il 7 marzo ha lasciato la prigione di Lahore, in cui aveva passato più di metà della sua vita. “Rivedo per la prima volta la luce e la confusione, è come se fossi in un altro mondo. Sto ridendo, come non mi succedeva da 35 anni”, ha detto Singh alla tv pachistana 'Geo'.
Il ministro per i diritti umani pachistano Ansar Burni aveva spiegato il suo incontro casuale con il detenuto: “il signor Singh era un ex poliziotto di Hoshiarpur nel Punjab, poi divenuto commesso viaggiatore di transistor. Durante un suo viaggio a Rawalpindi venne arrestato”.
Per la presunta spia era stata chiesta la pena di morte nel 1979, poi i cambi di regime in Pakistan avevano fatto cadere nel dimenticatoio il suo caso. Nel corso di decine di cambi di penitenziario, di Singh si erano perse le tracce, perché veniva registrato nei penitenziari col cognome di Ibrahim. Da 24 anni il commesso viaggiatore non riceveva più notizie dai suoi avvocati e dalla famiglia. “L'ho cercato per anni – ha detto il ministro dei Diritti umani – ma a causa del cambio di cognome non si riusciva più nemmeno a capire in che prigione fosse finito. Durante una visita in un penitenziario di Lahore, a dicembre, ho conosciuto un uomo il cui caso mi suonava familiare. Il direttore della prigione mi disse di non avere ben chiaro il suo passato giudiziario. L'ho fatto chiamare e abbiamo ripercorso tutta la sua vicenda. Era l'uomo che cercavo da anni, e che il ministero della Giustizia si era dimenticato da anni. In poche settimane ho ottenuto la grazia del presidente per lui, ma abbiamo dovuto attendere due mesi per ottenere tutti i permessi dalle prigioni dove era passato e poterlo finalmente liberare”. Singh è adesso un signore canuto ultrasessantenne che si potrà godere la pensione nella città natale. Di sicuro non può tornare a fare il commesso viaggiatore di transistor. Un bene che non è più in commercio da anni. Intanto centinaia di altri cittadini pachistani e indiani sono prigionieri senza processo e senza contatti con l'esterno nelle carceri dei due Paesi, vittime delle tre guerre di frontiera combattute dai loro governi in 60 anni.
19 aprile

Il Papa all'Onu: "Rispetto dei diritti e libertà di religione"

L'atteso intervento davanti all'Assemblea generale: "Garanzie contro la violenza e per la sicurezza". Ratzinger parla anche in francese
Discorso terminato tra gli applausi. Pace fatta dopo l'aspra polemica di dicembre Poi breve visita alla sinagoga di New York. Donna ebrea gli bacia la mano

                          

NEW YORK - "Rispetto dei diritti unica vera via per la sicurezza"; "libertà di religione anche nella sfera politica"; "il diritto dell'Onu ad intervenire a tutela delle popolazioni", una missione che l'accomuna con il ruolo della Chiesa cattolica nel mondo e "il diritto a vivere pubblicamente la propria fede". E poi il duro monito contro una ricerca scientifica che rischia di mettere in discussione "l'ordine della creazione", minacciando il "carattere sacro della vita" e arrivando a "derubare la persona umana e la famiglia della loro identità naturale". Sono i passaggi fondamentali dell'intervento di Papa Benedetto XVI davanti all'Assemblea generale delle Nazioni Unite in occasione del 60 anniversario della Dichiarazione dei diritti dell'uomo. Più tardi un altro appuntamento carico di significati: la visita a una sinagoga a poche ore dalla Pasqua ebraica.

Il Pontefice, davanti all'Assemblea generale, è seduto su una poltrona bianca accanto al banco della Presidenza, parla ad un'aula gremita che lo ha lungamente applaudito al suo ingresso. Indossa il tradizionale abito bianco e ha deciso di parlare in francese. La traduzione è simultanea in decine di lingue. Il Pontefice ha parlato per circa mezz'ora e alla fine i 192 rappresentanti dell'assemblea delle Nazioni Unite si sono alzati in piedi per un lungo applauso. I passaggi chiave del discorso, il riconoscimento dell'azione umanitaria dell'Onu "alla cui attività la Chiesa è lieta di essere associata", mette fine alla guerra fredda tra Vaticano e palazzo di Vetro scoppiata a dicembre scorso quando Ratzinger attaccò durante l'Onu e "il relativismo morale che domina gli organismi internazionalie e dimentica la dignità dell'uomo".

17 aprile

Madre uccide figlia handicappata. Applausi.

 

 

Il fatto risale al maggio 2005, in un paese a 15 chilometri da Parigi, la donna, che oggi ha 66 anni, dà un sedativo alla figlia Anne Marie di 22 anni handicappata psichica, poi la affoga nella vasca da bagno, ingoia un tubetto di barbiturici e attende la morte, al marito lascia un messaggio che dice:  «Scusami, Fernand, se ti lascio. Abbi coraggio, adesso, almeno tu. Anne Marie non se ne è nemmeno accorta, ti amo, Lydie». Ma ecco l’imprevisto, il marito rincasa prima del solito e la moglie è salva. Ieri il processo l’assolve dall’accusa di omicidio. Il pubblico in aula e i giurati applaudono.

 

Qualcuno si è scandalizzato per l’applauso, diamine un po’ di contegno, io credo sia stato il gesto sincero dei presenti, la conseguenza di un modo di guardare alla vita che è diventato normale, non hanno pensato ad Anne Marie, ma alle fatiche di sua madre e di suo padre, a quei 22 anni di amore incondizionato dato ad una figlia cresciuta solo nel fisico, ma bisognosa di cure più di un neonato.      Del resto, perché scandalizzarci, gli handicappati si possono sopprimere prima che vengano al mondo tramite aborto, e nessuno ne ha pietà. Poi ci sono quelli come Anna Marie, handicappati a causa del parto, oppure, handicappati a seguito di un incidente, è logico che li si guardi come un peso, un errore, qualcosa che ci piacerebbe   togliere dalla nostra strada, averlo saputo, se ci fosse un esame che predice il futuro e dice che quel figlio che sta per nascere, bello biondo, paffuto a 10 o 15 anni rimarrà inevitabilmente handicappato, a causa di un incidente, i genitori che farebbero, chissà?        In Belgio il 95 per cento dei bambini con spina bifida viene abortito, in Inghilterra si sale al 98 e in Olanda abbiamo il Protocollo di Groningen per la legalizzazione dell'eutanasia infantile. Dietro alla parola “compassione” c'é solo il desiderio di eliminare gli invalidi, compassione si coniuga alla perfezione con la parola “eugenetica”. Sia chiaro, la vita con dei figli handicappati gravi è dura, spesso è fatta di rinunce e solitudine, ma è proprio questo che dovrebbe indicarci la strada, le famiglie che vivono questa esperienza hanno bisogno di una comunità che condivide, di supporti psicologici e pratici, non basta l’assegno di accompagnamento, quando ad accompagnare sei sempre e solo tu.Quando non hai un attimo di tempo per guardare in faccia tuo marito, quando dedichi ogni attimo della tua vita a quel figlio e ai suoi bisogni e soffri di sensi di colpa per non avere lo stesso tempo da dedicare agli altri figli, quando ti vedi invecchiare allo specchio, senti le energie venire meno e sei sempre impegnato ad accudire quel figlio fragile che non è mai cresciuto. Ti sale l’angoscia per il suo futuro, per il dopo, e a volte ti coglie lo sconforto per quei desideri buoni di vita, che non hai mai potuto soddisfare.

 

La vera cultura della vita, è un’educazione al bene, all’accoglienza, e uno Stato che davvero volesse promuovere la vita dovrebbe anche sostenere e favorire tutte quelle esperienze che pure esistono, fanno da supporto alle famiglie con figli handicappati, inutile, come in questo caso, gridare all’eutanasia, dire che la povera Anne Marie era handicappata al 90% e quindi ucciderla è stato un gesto di pietà, una società che elimina i deboli non è una società che promuove la pietà, ma promuove una cultura che le si rivolterà inevitabilmente contro, la storia lo insegna.

 

per saperne di più invito a leggere "la carta DEI DIRITTI DEI BAMBINI DISABILI"

http://www.savethechildren.it/2003/download/pubblicazioni/dirittibambinidisabili/scdirittibambinidisabili.pdf

 

 

15 aprile

L'Aura - Basta!

 
vedi il video
 
                                              
 
 
Sai che succede amica mia?
C'è chi ora prova a portar via
Sogni giovani che il tempo cullerà,
Pieni di libertà
Gente che resta e che va via
Colpa di un uomo o della democrazia?
Dai peccati Madre Guerra assolverà
Chi la venererà!
C'è qualcuno là
Che ci aiuterà
A dire "Basta!"?
C'è qualcuno là che
Fermare potrà
La violenza?
Sai che succede amica mia?
Quella che oggi è una bugia
L'indomani per qualcuno evolverà
E sarà verità
C'è qualcuno là
Che ci aiuterà
A dire "Basta!"?
C'è qualcuno là che
Fermare potrà
La violenza?
C'è qualcuno là
Nell'immensità
della terra?
C'è qualcuno là che
Vivere saprà
Con la testa?
Quante pietre da scagliare
Tiene in serbo,generale,
Il suo esercito di frode ed empatia?
Quante sono le persone
Che in nome del Signore
Finiranno nella cenere?
C'è qualcuno là
Che ci aiuterà
A dire "Basta!"?
C'è qualcuno là che
Fermare potrà
La violenza?
C'è qualcuno là
Nell'immensità
della terra?
C'è qualcuno là che
Vivere saprà
Con la testa?

Oggi un amica era alla ricerca di una frase che indicasse il disegno che Dio ha su ognuno di noi, riguardo alle scelte da fare, ai bivi da scegliere, alle esperienze da fare al cammino da percorrere... un'altra invece con grande voglia mi esprimeva la sua voglia di lanciarsi, di azzardare...facendo trapelare la voglia di vita e di coraggio... poi oggi il visonline ha toccato tante tematiche di cooperazione e di diritti umani...poi un amica un pò confusa... mi sentivo un pò frastornato... dove voleva condurre questa giornata? Non riuscivo a apire.... Il Signore mi ha accontentato... questa canzone mi da la risposta! Buon ascolto a tutti!

 

 


11 aprile

Più ricchi ma non per questo più felici

 ufficiale: la ricchezza non porta con sé la felicità. O almeno, non la porta ai britannici. Che oggi sono due volte più benestanti di quanto non lo fossero vent'anni fa... E l'ironia sta tutta qui: ci si ammala di meno, si vive di più, si comprano più cose, ma poi in fondo non cambia nulla - e si è infelici più a lungo.

LONDRA - E' ufficiale: la ricchezza non porta con sé la felicità. O almeno, non la porta ai britannici. Che oggi sono due volte più benestanti di quanto non lo fossero vent'anni fa - e ciò nonostante l'indice di felicità del popolo britannico non si è mosso di un millimetro. E' la fotografia scattata dall'ultimo rapporto dell'Ufficio Nazionale di Statistica (ONS) - che ha rilevato inoltre come gli abitanti del Regno Unito siano diventati anche più sani, oltre che più ricchi. Eppure, se si guarda al dato relativo alla soddisfazione delle persone, dal 1973 a oggi è rimasto sempre uguale: 86% del totale. Quindi, per essere felici, non conta una maggiore agiatezza e nemmeno una maggiore longevità. Secondo l'ONS questo è un perfetto esempio del 'Paradosso di Easterlin', una teoria che vuole il declino del rapporto tra ricchezza e felicità dopo che un certo livello di agio viene raggiunto. 'In Gran Bretagna, come del resto negli Stati Uniti e in molti altri paesi', ha detto Paul Allin, dell'Ufficio di Statistica, 'il livello di felicità delle persone si è mantenuto costante, nonostante il livello di ricchezza reale sia invece cresciuto notevolmente'. I dati mostrano infatti come il reddito netto britannico sia cresciuto, dal 1987, da circa 63mila euro annui a 142mila, per nucleo familiare. E se nel 1971 i britannici avevano a disposizione circa 6.200 euro per gli acquisti, oggi questa stessa somma tocca quota 16.200 euro. Una maggiore floridità che ha portato lavastoviglie, cellulari e lettori CD nelle case di tutti i britannici. Due terzi delle famiglie britanniche, ad esempio, possiede oggi un computer - mentre nel 1997 erano un terzo. Ma oltre ad avere più soldi, i britannici del 2000 vivono più a lungo e sono più sani dei loro padri. Nel 1971 l'aspettativa di vita era di 69 anni per gli uomini e 75 per le donne. Oggi, invece, si parla, rispettivamente, di 77 e 82 anni. Per quanto riguarda invece la salute, se nel 1971 l'indice di mortalità per attacchi di cuore o ictus era 6.936 ogni milione - uomini - e 4.285 - donne - oggi si è passati rispettivamente a 2.462 e 1.559. E l'ironia sta tutta qui: ci si ammala di meno, si vive di più, si comprano più cose, ma poi in fondo non cambia nulla - e si è infelici più a lungo. 

08 aprile

Olimpiadi: dopo le proteste la Cina “blinda” le frontiere

Pechino (AsiaNews/Agenzie) – Con l’approssimarsi delle Olimpiadi e la crescita delle contestazioni, la Cina rende più arduo ottenere i permessi d’ingresso nel Paese. Frontiere Resi più difficili i visti d’ingresso e sospesi quelli brevi da Hong Kong, per paura dell’arrivo di contestatori. Esperti: è una prova di debolezza. Intanto il Comitato olimpico discuterà se fermare il viaggio della torcia, dopo le proteste di Parigi e Londra. Già iniziate le contestazioni a S.Francisco.      
Da Hong Kong, sede di molte ditte multinazionali, è sempre stato possibile agli stranieri ottenere permessi-brevi d’ingresso, rilasciati nei posti di controllo doganale. Ma ora sono stati sospesi “per ragioni tecniche” collegate “al nuovo sistema del computer” e, almeno fino ad ottobre, tutti dovranno chiedere il normale visto d’ingresso tramite ambasciata o i prescritti uffici. Sono stati pure aboliti i visti d’ingresso “multipli” (validi per più entrate). Non è un problema per i turisti, ma un grave disagio per chi ha interessi economici che richiedono una presenza frequente e tempestiva. C’è la volontà di impedire l’entrata di attivisti pro-diritti umani, per timore di proteste durante i Giochi. Ma esperti commentano che la Cina dimostra così quanto tema le proteste pubbliche e il governo dà una prova di debolezza: non appare impossibile individuare, anche alle dogane, chi vuole creare problemi, ma Pechino vuole evitare qualsiasi protesta, anche episodica. Intanto dopo le manifestazioni di Londra e Parigi al passaggio della torcia, il Comitato olimpico internazionale (Cio) discuterà da domani per 3 giorni se interromperne il viaggio mondiale dela fiaccola. Il presidente Cio Jacques Rogge ha annunciato una decisione per l’11 aprile. Contraddicendo Sun Weide, portavoce del Comitato organizzatore delle Olimpiadi che, dalla “lontana” Pechino, aveva assicurato ai giornalisti che “nessuna forza può fermare il viaggio della torcia dei Giochi di Pechino”. Sarà importante la tappa a San Francisco, dove domani passa la torcia e sono già state annunciate forti contestazioni. Attivisti pro-Tibet hanno scalato ieri mattina il ponte Golden Gate – simbolo della città per il quale passerà la torcia -  per esporre, a 46 metri d’altezza (nela foto) la bandiera del Tibet e due striscioni con scritto “Un mondo un sogno. Tibet libero” e “Tibet libero 08”. Ma il sindaco Gavin Newsom è determinato a far svolgere comunque il percorso, nonostante una dichiarazione dei leader politici cittadini che salutano la torcia con “preoccupazione e protesta”. A Parigi, nonostante la presenza di oltre 3mila poliziotti, le proteste hanno costretto a fermare la torcia dopo appena 200 metri. E’ stata spenta e fatta salire su un autobus. Lungo i 28 chilometri del percorso ci sono state continue interruzioni, bandiere tibetane o di protesta hanno sventolato da molti edifici comprese la Torre Eiffel e la cattedrale di Notre Dame. Infine la torcia è stata portata in pullman allo stadio Charlety per la cerimonia finale. E’ stata annullata la prevista sosta al municipio, perché sull’edificio erano stati issati striscioni di contestazione “sgraditi” a Pechino. Sempre ieri Hillary Clinton, candidata alla nomination democratica, ha chiesto al presidente George W. Bush di boicottare la cerimonia d’apertura dei Giochi l’8 agosto, se la Cina non cambia politica sui diritti umani. Bush a marzo, poco dopo l’inizio della repressione in Tibet, ha confermato la sua partecipazione alla cerimonia, motivando che i Giochi sono un fatto a sé stante.
07 aprile

Lettera aperta di Alex Zanotelli a Walter Veltroni

Di seguito si riporta per intero la lettera aperta scritta da Alex Zanotelli e indirizzata a Walter Veltroni - Segretario del PD, in occasione della Giornata Mondiale dell'Acqua. Questa giornata è stata proclamata nel 1993 dall'Assemblea delle Nazioni Unite. Ogni anno il 22 marzo si celebra la Giornata Mondiale dell'Acqua: perché la carenza di acqua è una emergenza mondiale e in alcune aree del pianeta è una vera e propria catastrofe.

Caro Walter,pace e bene!
Oggi, giornata Mondiale dell'acqua, mi sono sentito ancora più spinto a scriverti questa lettera aperta. Ho esitato molto a farlo proprio perchè siamo in piena campagna elettorale., ma alla fine ho deciso di scriverla mosso dall'enorme grido degli impoveriti che mi ruggisce dentro. Tu sei venuto a trovarmi a Korogocho, una spaventosa baraccopoli di Nairobi - Kenia, e hai toccato con mano come "vivono" i baraccati d'Africa. Davanti a quell'inferno umano, tu hai pianto. Mi avevi promesso, in quella densa conversazione nella mia baracca, che avresti portato quell'immenso grido di sofferenza umana nell'area politica. Ora che sei il segretario del PD sembra che ti sia dimenticato di quel "grido dei poveri". Non ne sento proprio parlare. Non chiedo carità (non serve!), chiedo giustizia, quella distributiva che è il campo specifico della politica. E non parlo solo della fame del mondo (fa già parte degli 8 obiettivi del Millennio, su cui si è fatto quasi nulla!), ma soprattutto della sete del mondo. (Infatti non è più il petrolio il bene supremo, ma l'acqua che, con i cambiamenti climatici, andrà scarseggiando). Se per questo è vero, perchè nel tuo programma elettorale appoggi la privatizzazione dell'acqua? Lo sai che questo significa la morte di milioni di persone per sete? Con questa logica di privatizzazione, se oggi abbiamo cinquanta milioni di morti per fame, domani avremo cento milioni di morti di sete. Sono scelte politiche che si pagano con milioni di morti. Caro Walter, perché quelle tue lacrime su Korogocho non le puoi trasformare in gocce d'acqua per i poveri? L'acqua è sacra, l'acqua è vita. Caro Walter, perchè non puoi proclamare che l'acqua non è una merce, ma un diritto fondamentale umano, che deve essere gestita dalle comunità locali con totale capitale pubblico, al minimo costo possibile per l'utente, senza essere SPA? Solo così potrai asciugare le tue lacrime e quelle degli impoveriti del pianeta, ma anche dei poveri del Nord come le classi deboli di questa mia Napoli. Chi dei nostri poveri potrà mai bere l'acqua del rubinetto, con bollette aumentate del 300%, come è avvenuto ad Aprilia (Latina)?

Caro Walter, sull'acqua ci giochiamo tutto, ci giochiamo la nostra stessa democrazia, ci giochiamo il futuro del pianeta.
Caro Walter, non dimenticarti di quelle lacrime di Korogocho!

Alex Zanotelli

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per saperne di più su Padre Alex http://it.wikipedia.org/wiki/Alex_Zanotelli

 

05 aprile

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Questo è il colmo...

Questo è il colmo, accusano gli 'zingari' di lasciare dei segni, quando girano per le case a chiedere l'elemosina; dei segni per svuotare più tardi le stesse case... E le ruspe non si fermano nemmeno vedendo le donne e i bambini che corrono piangendo disperati per la loro povera casa, distruggono tutto senza pensare o curarsi di pensare di dove andranno a vivere tutte queste persone...

Questo è il colmo, accusano gli “zingari” di lasciare dei segni, quando girano per le case a chiedere l’elemosina; dei segni per svuotare più tardi le stesse case. Questo è proprio il colmo! Non sapendo più che cosa raccontare per scacciare i Sinti e Rom, per farli odiare e per istigare tutti contro di loro trovano questo motivo, i segni…

                                                       

Intanto a Firenze ne succedono di tutti i colori. Alcuni mesi fa l'ordinanza anti-lavavetri non permette a delle persone disperate, esseri umani, di praticare un onesto lavoro per sfamare la propria famiglia. Un lavoro duro e pericoloso, tutto il giorno in mezzo la strada con delle persone alla guida delle proprie autovetture, molte volte ingiuste e cattive. Oggi, con la scusa dell’incidente capitato ad una donna anziana, non si può più nemmeno chiedere la carità per le strade e sui marciapiedi, perché crea intralcio e pericolo per il traffico o per i pedoni, è questa l’affermazione fatta dall’assessore Graziano Cioni e avvallata dal sindaco Leonardo Domenici. Ma mentre a Firenze non lasciano a lavorare onestamente le persone solamente perché di un'etnia molto povera, a Milano sta succedendo di molto di peggio. A Milano vogliono scacciare chi dopo tanti sacrifici ha avuto la fortuna di trovarsi un lavoro, un lavoro trovato con il sudore sulla fronte, magari non mangiando per giorni interi andando in giro per tutta la città a chiedere qualsiasi lavoro, senza guardare e badare se un lavoro era sotto pagato, basta trovarne uno per poter mangiare e dare da mangiare a tutta la famiglia. No! A Milano non basta questo, stanno anche sgomberandoli dalle loro misere baracche di cartone, legno e lamiere, dove poter vivere al riparo dall’acqua, sole e notte con la propria famiglia, donne, bambini e volte anche dei vecchi. No! Le ruspe non si fermano nemmeno vedendo le donne e i bambini che corrono piangendo disperati per la loro povera casa, distruggono tutto senza pensare o curarsi di pensare di dove andranno a vivere tutte queste persone, che cosa faranno, avranno un altro posto o non ce l’hanno? A loro non importa, pensano soltanto allo stipendio che il comune gli darà. È stato, come l'ha definito la Curia con un comunicato avallato dall'arcivescovo Dionigi Tettamanzi, uno sgombero «dove si è scesi sotto il rispetto dei diritti umani». Un rispetto «che imporrebbe almeno qualche tanica d'acqua. Ma non si può nemmeno biasimare questi Vigili Urbani, perché non sono gli unici che non vedono, che non pensano e non si curano di dove andranno a finire queste persone: se riusciranno a dormire, a mangiare, a lavorare, ad avere un tetto sulla testa. Pensano soltanto che sono dei Rom… degli “zingari”: persone inumane, bestie, inaffidabili, ladri, delinquenti, sporchi, brutti, eccetera, eccetera... Fanno soltanto quello che tutti fanno… Niente, niente per fermare e alienare il loro perpetuo dolore. Perfino l’Unione Europea fa quello che fanno tutti: niente! Ed il niente per molte persone è molto utile e vantaggioso. L’Europa ha sempre e soltanto sgridato l’Italia, come fa una madre con il proprio bambino, senza condannarlo del reato che ha commesso; una sgridata e una diffida a non rifarlo e niente di più. Ed ecco che l’Italia maggioritaria si approfitta, con la sicurezza che nessuno la fermerà; sa che ci saranno persone che la sgrideranno, parleranno un po’, diranno anche un mucchio di cose, scriveranno un mucchio di cose sui quotidiani, ma sanno che sotto, sotto nessuno farà niente di concreto, nessuno verrà denunciato o accusato di qualcosa. Chi può salvare queste persone, chi può veramente fare qualcosa di concreto e positivo, chi può fermare questa persecuzione razziale che sta andando avanti per secoli, chi può veramente portare un cambiamento totale nella vita dei Rom e Sinti, chi… se non lo fa l’Europa Unita, l’Onu, i Vescovi, i Papi che ci sono e che verranno, chi se non lo faranno loro, chi se non ci riescono loro… Come riescono a parlare di pace, di allargare e unire tutta l’Europa, di lavoro, di convivere con tutte le etnie del Mondo, di portare benessere per tutti, di sconfiggere tutto il male del Mondo, come fanno a parlare di tutte queste cose mentre stanno ancora sopprimendo i popoli dei Sinti e dei Rom, popoli nati e cresciuti in tutta l’Europa, colpevoli soltanto di vivere nella più totale povertà.

 

 

Sms e solidarietà

La solidarietà delegata va a gonfie vele, la beneficenza asettica e multimediale raggiunge le latitudini più lontane. Nulla di male, anzi. Sarebbe bello però che tutto questo si configurasse come un «supplemento di amore», non come il surrogato di relazioni che implicano il coinvolgimento verso chi chiede il mio aiuto qui e ora.

Nelle due settimane che seguirono lo tsunami del 26 dicembre 2004, gli italiani donarono via sms 28 milioni di euro. Il dato è stato reso noto lo scorso gennaio dai gestori telefonici. È uno dei numerosi esempi che illustrano l'ammirevole generosità di molti italiani. Del resto, una recente indagine condotta da Focsiv e Doxa (Barometro della solidarietà 2007) conferma la diffusa predisposizione a fare donazioni in denaro: il 45% dei soggetti intervistati ne ha effettuata almeno una negli ultimi dodici mesi.

 

Tanta generosità investe di gravose responsabilità coloro che se ne fanno intermediari: a livello internazionale si tratta di grandi organismi come l'Onu o l'Unicef, organizzazioni non governative, istituti missionari; a livello nazionale, incontriamo un ampio e variegato mondo che va da piccole associazioni di volontariato a grandi fondazioni bancarie o istituti di ricerca medica. Purtroppo non mancano casi in cui correttezza e onestà sono quantomeno dubbie, ma, nel complesso, il mondo della solidarietà organizzata dimostra dedizione, trasparenza e professionalità.

 

Vorremmo però qui riflettere sulle particolari modalità attraverso cui si mettono in atto gesti come quello citato all'inizio. La beneficenza, l'elemosina sono sempre esistite e sono scelte dense di significati umanitari e religiosi. Ma oggi entrano in gioco elementi che hanno a che fare con il diffondersi delle nuove tecnologie. Basta un messaggio via cellulare, una telefonata con cui comunicare il numero della propria carta di credito o un click del mouse, ed ecco che parte l'offerta in denaro. Grazie ai mezzi di comunicazione che ci «avvicinano» alle grandi calamità naturali o alle emergenze umanitarie causate dalle guerre, ci sentiamo coinvolti da ciò che è geograficamente lontano; non è più possibile trincerarsi dietro un «non sapevo». L'invio del denaro è allora immediato, quasi spontaneo, e tuttavia il coinvolgimento personale risulta mediato, virtuale. La commozione è forte e autentica, ma non riesce ad elevarsi al livello di compassione (nel senso etimologico di «patire con»). L'aiuto fornito è certo utile ma anche immateriale: qualcun altro provvederà a trasformarlo in azione concreta. Lo sdegno è vibrante ma passeggero (poiché i mass media presto si occuperanno d'altro) e difficilmente il nostro stile di vita verrà messo in discussione.

 

Viene da chiedersi se non si possa stabilire un collegamento tra le ambivalenze qui evidenziate e altri fenomeni messi in luce dalle indagini sociologiche: il progressivo allontanamento degli italiani dal volontariato esercitato in prima persona, i crescenti segnali di intolleranza o di fastidio nei confronti degli stranieri, specie se poveri, il pessimismo sulla politica come impegno personale e servizio per il bene comune. La solidarietà delegata va a gonfie vele, la beneficenza asettica e multimediale raggiunge le latitudini più lontane. Nulla di male, anzi. Sarebbe bello però che tutto questo si configurasse come un «supplemento di amore», non come il surrogato di relazioni che implicano il coinvolgimento verso chi chiede il mio aiuto qui e ora. Ricordando che il samaritano, oggi come ai tempi della parabola evangelica, si fa prossimo di colui che incontra sulla propria strada e che altri fingono di non vedere.

04 aprile

Harambèe 2008

La settimana di educazione alla mondialità del VIS

La settimana di Educazione alla Mondialità, organizzata ogni anno nell’ultima settimana di Agosto, rappresenta un momento importante di studio e riflessione che si propone di analizzare le diverse variabili che incidono sul complesso fenomeno dello sviluppo. Questa settimana costituisce un’occasione importante di formazione e sensibilizzazione per operatori del settore, operatori specializzati delle ONG e per quanti siano interessati alle tematiche trattate, offrendo loro l’opportunità di confrontarsi e di aggiornare la loro preparazione.

La Settimana di Educazione alla Mondialità rappresenta un appuntamento prestigioso e costante nell’ambito delle iniziative educative e formative intraprese dal VIS. Ogni anno docenti universitari ed esperti di settore propongono ai partecipanti un ciclo di approfondimenti su un tema specifico, connesso alle tematiche della cooperazione allo sviluppo. La partecipazione alla Settimana EaM è aperta a chiunque sia interessato. La Settimana di Educazione alla Mondialità 2008 ci vedrà coinvolti in una sorta di pellegrinaggio itinerante, tra la Croazia, la Serbia e la Bosnia Erzegovina. Sarà un’immersione a 360° in queste Terre. Non è facile parlare dei Paesi Balcanici. Ogni stato presenta la propria storia, i propri numeri di sfollati, dispersi, morti e per finire la propria religione. In ogni città incontreremo un esponente della vita sociale o culturale locale che ci aiuterà a approfondire le cause della guerra e le speranze di Pace. Forse una settimana itinerante non sembra attinente a ciò che ci siamo prefissati al VIS, cioè di “fermarci”,ma siamo certi che non c’è modo migliore di avvicinarsi a questa realtà che non sia quello di respirarla e di viverla. Siamo sicuri che nessuno resterà indifferente. Queste Terre e le mille storie spaccano in due, in tre, in mille pezzi l’anima, il cuore, la nostra piccola ragione. E ognuno capirà perché è valsa la pena venire qui con noi. 

Per saperne di più  e scaricare la brochure http://www.volint.it/       

                               loc_harambee_08

 

Ø          25 aprile 2008

Ore 16.30 Arrivi e sistemazioni nel Villaggio Emmaus (Foggia)

Ore 17.30 Inizio Harambèe:

      -    Saluto di don Vito Cecere – Incaricato della Piccola Comunità di Emmaus

-          Avvisi tecnici sulla struttura e divisione in gruppi

-          Presentazione tema: Maneggiare con cura…” (don Mimmo Madonna)

Ore 20.15 Cena (prodotti locali condivisi)

Ore 21.15 Serata allegra

Ore 23.00 Preghiera e buonanotte

 

Ø      26 aprile 2008

(probabilmente sarà con noi durante questa giornata don Giovanni Corselli, missionario in Madagascar e Direttore di Bemaneviky)

 

Ore 7.30 Sveglia

Ore 8.30 Preghiera

Ore 9.00 Colazione

Ore 9.45 Intervento:    

“Tessendo un domani migliore su una Terra verde:
La sfida ecologica in attesa della gioventù di oggi”
 
 
a cura di don Joshtrom Isacco Kureethadam

(salesiano dell’India, catechista della comunità di Roma-Gerini, dimora degli studenti di teologia,

e prof. di Filosofia della Natura all’Università Pontificia Salesiana)

Ore 10.30 Lavoro a gruppi

Ore 11.15 Intervallo

Ore 11.45 Condivisione

Ore 13.45 Pranzo

Ore 14.30 Tempo libero (alcuni prepareranno la celebrazione eucaristica della Domenica, altri incideranno l’inno dell’AM/VIS IME)

Ore 15.15 Riassettiamoci …

Ore 15.45 Visitiamo la Fattoria didattica (a gruppi)

Ore 17.00 Tutti nella “Piazza della Solidarietà” (visiteremo e lavoreremo presso alcuni stand):

1) Salvaguardia del creato e cambiamenti climatici; 2) Salvaguardia del creato e diritti dell’infanzia; 3) Commercio Equo-solidale; 4) Banca Etica;

(I giovani sceglierebbero almeno due dei punti informativi, ruotando al suono di tromba dopo circa 30’)

Ore 19.00 Intervallo

Ore 19.30 Testimonianza: don Michele De Paolis (fondatore di Emmaus ed ex missionario nelle Americhe)

Ore 20.30 Cena

Ore 21.30 Serata con Niccolò Fabi

Ore 23.00 Veglia Missionaria: buonanotte di don Gino Cella (Delegato PG)

 

Ø      27 aprile 2008

Ore 7.00 Sveglia

Ore 7.45 Colazione

Ore 8.30 Partenza per la Comunità Salesiana di Foggia

Ore 9.30 S. Messa presieduta dall’Ispettore don Pasquale Martino

Ore 11.00 Visita all’Associazione BAOBAB

Ore 12.30 Pranzo e… partenze

Þ  Per ulteriori informazioni  scrivere a: vocazioniemissioni@sdbime.it