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June 23 Vittime del naufragio di un traghetto e degli allagamenti nell'arcipelago "E' la peggiore tragedia mai vista". In media venti cicloni e uragani l'anno
Filippine, il tifone fa strage Mille morti e 63.000 sfollati
BANGKOK - Le Filippine contano i morti del tifone Fenghsen. E il bilancio delle vittime continua ad aggravarsi. Sono almeno mille le persone che hanno perso la vita. Non ci sono speranze di trovare altri sopravvissuti tra gli oltre 800 passeggeri e membri dell'equipaggio del traghetto affondato per la furia del mare davanti a Manila. A terra, gli smottamenti e le inondazioni nella regione centrale dell'arcipelago hanno fatto altri 224 morti ma quasi 400 persone sono ancora disperse. Pesantissimo anche il bilancio dei danni materiali: basta pensare che gli sfollati sono 63.000.
Le autorità marittime nutrono la seppur flebile speranza che qualche decina di naufraghi scampati all'affondamento del traghetto possa aver trovato scampo sulle spiagge dei villaggi costieri vicino a San Fernando o nella piccola isola di Cresta de Gallo. Ma le condizioni del mare sono proibitive anche per le grandi navi da soccorso, e i venti continuano a soffiare con punte fino a 140 chilometri l'ora impedendo a elicotteri e aerei di sorvolare la zona. Il presidente Gloria Arroyo ha
ritirato la licenza di navigazione alla compagnia responsabile di aver fatto prendere il largo al traghetto malgrado le pessime condizioni meteo, con venti fino a 110 chilometri l'ora. Il traghetto avrebbe dovuto impiegare 22 ore per coprire la rotta da Cebu a Manila. Al momento della partenza c'era già una situazione di allarme per il tifone. La guardia costiera che non ha impedito alla nave di salpare, si è difesa affermando che il tifone ha cambiato direzione quando il grande ferry era già in pieno oceano. Il passaggio di Fenghsen (dal nome di un dio del vento cinese) ha provocato un disastro con pochi precedenti anche per questo arcipelago in pieno oceano abituato a una media di 20 tifoni e uragani l'anno. L'intera regione centrale delle Filippine, specialmente nella provincia di Iloilo, è stata sommersa dalle acque. "Iloilo è come un oceano", ha detto ieri il governatore Neil Tupaz. "E' la peggiore tragedia della nostra storia".
ROMA - Attenzione ai problemi ambientali e alle attese di giustizia e di solidarietà dei paesi emarginati dalla globalizzazione. La chiede il Papa nell'augurio per il V Forum dell'informazione cattolica per la salvaguardia del Creato. Al termine dell'Angelus di oggi, inoltre, Benedetto XVI ha ricordato non solo la difficile situazione del Libano ma anche quanto successo nelle Filippine dove un tifone ha provocato il naufragio di un traghetto con a bordo 800 persone circa. "Elevo una speciale preghiera al Signore per le vittime di questa nuova tragedia del mare, in cui pare siano coinvolti anche numerosi bambini", ha detto Ratzinger.
June 16
Your Hero" è una canzone che parla della totale apatia in cui tutto il mondo versa. "Al giorno d'oggi" dicono i Finley " reagiamo quasi indifferenti e passivi davanti alle tragiche notizie che ci giungono dai media. In un mondo in cui nessuno ha dei super poteri, i veri eroi sono le persone che nel loro piccolo riescono a fare qualcosa per gli altri". "Your Hero" segue "Ricordi", brano che la band ha presentato all'ultima edizione del Festival di Sanremo, classificandosi al quinto posto.
Belinda & Finley
Il tuo eroe (TRADUZIONE TESTO ORIGINALE)
La razza umana sembra così divertita dalle notizie di ogni giorno Ne siamo soffocati, paralizzati Non c’è reazione Ci abituiamo ad essere circondati da disastri Ma è ora di affrontare la verità E’ il momento di agire Il tuo eroe non può salvarmi perché non viviamo in film a lieto fine Il tuo eroe - Solo tragedie intorno, in Paesi senza nome che consideriamo lontani da noi ma sono più vicini di quanto pensavamo Ora dobbiamo agire (solo perché) Il tuo eroe non può salvarmi Perché non viviamo in film a lieto fine Il tuo eroe non può salvare il mondo da tutte le volte in cui abbiamo oltrepassato il limite e fatto i soliti errori Il tuo eroe non può salvarmi Perché non viviamo in film a lieto fine Il tuo eroe non può salvare il mondo da tutte le volte in cui abbiamo oltrepassato il limite e fatto i soliti errori Il tuo eroe…
June 15
GUIDA: "...Dio Padre ha chiesto se qualcuno è disponibile
per partire per questa missione. C'è qualcuno che desidera
prendere questa strada, partire?"
PARTENTI: "Il nido ha ospitato il suo gabbiano fino a quando
non ha imparato a volare. E' ora di lasciare il nido perchè siamo
pronti per spiccare il volo e per costruire il nido altrove, dove Dio
ci manda. Conosciamo le nostre lotte interiori e le difficoltà che abbiamo
incontrato dopo i primi "voli": siamo caduti più volte ma dalle
cadute abbiamo imparato il gusto delle cose difficili.
Ora, provati e pronti, possiamo spiccare il volo, e costruire anche noi
un pezzo di strada per il mondo. Dio ci manda e il suo
Spirito ci aiuterà a rendere conto della
"speranza che c'è in noi!"
GUIDA: "Siete sicuri di essere pronti? La strada è dura e oggi
solo chi vola ad alta quota può intraprendere questo cammino!..."
CELEBRANTE: “Il Signore vi accompagni, vi sostenga nella
strada irta e a volte tenebrosa della vita che vi sta aspettando e
vi sia fedele amico nelle prove che vi insidieranno il sospetto
di aver sbagliato e di dover fare marcia indietro, vi benedica di
amore grande e potente. Sappiate che Lui vi è vicino e che tutti
coloro che con voi stanno camminando su questa strada vi possono
dare una mano.”
June 10
Orario Weekend Partenti – Pacognano 13-15 Giugno
Pacognano 13-15 Giugno
Venerdì 13
Ore 17.00 Arrivi e sistemazioni
Ore 17.30 Presentazione contenuti del weekend
Ore 18.00 Corso di Primo Soccorso a cura della Croce Rossa di Napoli (IO FUGGO X LA PARTITA!)
Ore 20.00 Cena
Ore 21.00 Serata insieme
Ore 23.00 Preghiera e buonanotte
Sabato 14
Ore 7.30 Sveglia
Ore 8.00 S. Messa
Ore 8.40 Colazione
Ore 9.15 Le motivazioni in una esperienza di servizio (FUGGO PURE DA LEI!--- X IL SUO BENE!)
(Dott.ssa Marianna Serio – psicologa)
Ore 13.00 Pranzo
Ore 16.00 Diritti Umani oggi (Dott.ssa Carola Carazzone – Ufficio Diritti Umani VIS e portavoce del Comitato per la promozione e protezione dei diritti umani delle ONG Italia)
Ore 19.30 Cena
Ore 21.00 Passeggiata
Ore 23.30 Preghiera e buonanotte
Domenica 15
Ore 7.30 Sveglia
Ore 8.00 Preghiera
8.30 Colazione
9.15 L’esperienza estiva (don Mimmo)/Programmiamo l’AM 2008/2009
12.00 S. Messa
13.00 Pranzo
14.00 Partenze
http://www.soggiornosalesiano.it/index.htm
Non rinunciare alla speranza, non abbandonarti alla disperazione per ciò che è stato: piangere l'irrecuperabile è la peggiore delle debolezze umane.
Non essere come colui che siede a lato del fuoco, guarda la fiamma estinguersi, poi soffia sulle ceneri.
Chi cerca di afferrare un'opportunità quand'è passata è come chi la vede avvicinarsi ma non le va incontro.
(Kahlil Gibran, La voce del maestro)
Ragà... non perdiamo la nostra occasione... la ricerca della felicità inizia da ora... qualcuno ci ha già indicato la strada... ora spetta a noi fidarci... vedere... credere... SCEGLIERE!
Buon Week end a tutti! Non vedo l'ora di riabbracciarvi tutti!
Davide
May 16 «Questa sentenza zittisce le folli teorie del mio vantaggio sleale».
Ora dovrà cercare il tempo minimo di qualificazione nei 400 metri

LOSANNA - Oscar Pistorius ha vinto l’appello presentato al Tribunale di Arbitrato Sportivo di Losanna e nel caso in cui dovesse ottenere il tempo minimo richiesto dal Comitato Olimpico Internazionale potrà correre alle Olimpiadi di Pechino. Il Tas ha stabilito che lo sprinter sudafricano, amputato ad entrambe le gambe all’altezza delle ginocchia, può sfidare gli atleti normodotati con l’ausilio delle protesi in fibra di carbonio precedentemente bocciate dalla federatletica internazionale (Iaaf).
QUALIFICAZIONE - Il Tas, che si è espresso in favore di Pistorius con verdetto unanime, ha ribaltato il giudizio della Iaaf precisando che il verdetto odierno ha effetto immediato. Pistorius, 21 anni, dovrà ottenere il tempo minimo per partecipare alla gara dei 400 metri delle Olimpiadi di Pechino. Per la sua partecipazione alla staffetta con la nazionale sudafricana, invece, non ci sarà bisogno di una qualificazione ma di una semplice nomina nella squadra di relay.
IL VELOCISTA - «Spero che questa sentenza zittisca le folli teorie sul fatto che gareggio con un vantaggio sleale». Questa la prima reazione di Oscar Pistorius alla sentenza. «In tutti questi mesi ho cercato di assicurare a tutti i disabili una possibilità di competere con i normodotati- ha spiegato il sudafricano- ora posso concentrarmi sul tentativo di qualificarmi all'Olimpiade. E se non saranno quelle di Pechino saranno quelle di Londra 2012». May 06 "Meglio la carne che l'osso ... e dacci dentro a più non posso!"
http://it.youtube.com/watch?v=3o-ejgFxGj4
Grazie al mio amico, fratello e "padrino squinternato" salesiano! Grazie per il tuo esserci costante (nonostante gli innumerevoli impegni che ti affliggono la vita quotidiana) per la tua allegria, simpatia, rimproveri, il grande incoraggiamento nel sognare, la voglia di farmi realizzare negli obbiettivi e nelle mie passioni... il tuo esser guida... il tuo essere semplicemente... Mimm!! Gnocco, Mammalucco, Milite Ignoto, Compaesano, Vagabondo, Pirata della strada, ballerino mediocre e tutti gli altri soprannomi che ti do! grazie di aiutarmi a capire il mio ruolo in questo mondo... crescendo con mille scelte da prendere e vivendo con un mondo da capire... ogni nuova prova è un modo per scoprire un pò di me e tentate di esser migliore... ogni nuova amicizia sa insegnarmi ad esistere e non avere più paura... credere in me stesso e proseguire...infondo, ciò che voglio è soltanto dare un senso ad ogni giorno che verrà... Voglio la mia parte per scrivere il mio sogno...
cerco risposte infondo al mio cuore e spero in ogni mio ideale...
(vedetevi l'intera saga della don Mimmo Dance su youtube!!! Peccato che non possa mettere anche gli altri... m'ammazz Mimm!!!!)
May 05 Interi villaggi spazzati via dal ciclone Nargis.
Illesi tutti gli italiani Il regime militare ha accettato gli aiuti umanitari delle Nazioni Unite

RANGOON - Un vero disastro, che ha colpito un paese già poverissimo. Secondo il ministro degli Esteri birmano Nyan Win, il passaggio del ciclone Nargis sulla Birmania meridionale ha causato più di 10mila morti. Inoltre, stando a fonti delle Nazioni Unite, centinaia di migliaia di persone sono rimaste senza tetto ed acqua potabile. Il bilancio è ancora provvisorio e, secondo l'agenzia cinese Xinhua, i morti sarebbero addirittura 15mila. Stanno tutti bene, comunica la Farnesina, i circa 120 italiani che si trovavano nel paese. Già in moto la macchina degli aiuti internazionali, accettati dal regime birmano. La tempesta tropicale, di categoria 3, si è abbattuta nella notte tra venerdì e sabato sulle coste meridionali del paese con raffiche di vento fino a 240 chilometri orari. Il ciclone ha spazzato via interi villaggi, ha interrotto molte strade e ha lasciato senza energia elettrica cinque regioni, nelle quali è stato dichiarato lo stato di calamità naturale. La zona più colpita è il delta del fiume Irrawaddy, dove la tempesta ha sfogato tutta la sua potenza. Lì si è registrato il maggior numero di vittime. Investito dalla furia di Nargis anche il centro più importante della Birmania, Rangoon, che conta cinque milioni di abitanti. Le immagini che arrivano dalla città mostrano alberi sradicati, tetti scoperchiati e pali della corrente elettrica piegati dalla furia del vento.
May 03
Yael Naim - New Soul

(traduzione testo)
Sono un’anima nuova, sono venuta in questo strano mondo sperando di poter imparare un pò sul dare e sull’avere. Ma dal momento che sono venuta qui ho provato la gioia e la paura di trovare me stessa fare ogni errore possibile
Sono una giovane anima in questo mondo veramente strano e spero di poter imparare un pò su ciò che è vero e ciò che è falso. Ma perchè tutto questo odio? Provare a comunicare trovando la fiducia e l’amore non è sempre facile da creare.
Si tratta di un lieto fine perchè tu non capisci tutto, tu hai fatto tutto sbagliato
Si tratta di un lieto fine, vieni e dammi la tua mano…ti porterò lontano.
[Ritornello]: Sono un’anima nuova, sono venuta in questo strano mondo sperando di poter imparare un pò sul dare e sull’avere. Ma dal momento che sono venuta qui ho provato la gioia e la paura di trovare me stessa fare ogni errore possibile
'Ma prof., se Dio non ci fosse, io sarei veramente in classe?' Che la ragione possa perseguire la verità, che la libertà possa essere posta in relazione alla verità: questo avvicina le generazioni, restituisce fascino al compito educativo e conferisce ai soggetti la dignità e lo spessore che la modernità, il materialismo e lo scetticismo dominante, hanno sottratto.
Molti, sia genitori che insegnanti, pensano ancora che il compito della scuola si esaurisca nell’istruzione mentre l’educazione, intesa come formazione della persona nella sua integralità e completezza, spetterebbe all’ambito familiare o ad altre agenzie qualificate. Una simile posizione non considera il crescente gap tra offerta e domanda d’istruzione, in un momento in cui la consapevolezza del valore della conoscenza, assai frammentata, è debole. Sono sempre meno i ragazzi che hanno vero desiderio di imparare, la maggior parte subisce la scuola e si annoia sui banchi. Pensare che il compito dell’insegnante si esaurisca nell’istruzione, significa dichiarare il fallimento di una delle professioni più nobili. Parlare di educazione implica, invece, riconoscere sia il bisogno di affermare una verità ultima su di sé e sulla storia, sia il valore della persona come libertà che aspira alla soddisfazione delle esigenze originarie del proprio cuore. Non può esserci educazione senza che i due soggetti, maestro e allievo, si riconoscano in un percorso comune di tensione alla verità in cui la libertà di ciascuno sia attivata. Nella scuola italiana oggi sembra dominare lo “sgomento per il significato”: non c’è nulla che resti più estraneo di questo bisogno inestirpabile dell’uomo estromesso dall’approccio didattico da tanta pedagogia e sociologia dell’educazione. Docente e alunno si trovano su piani inavvicinabili, condannati dallo scarto generazionale. Ma che serve sapere se non si arriva al senso, al tesoro racchiuso nella conoscenza? Manca l’apertura della ragione tesa al riconoscimento del fattore ultimo presente nella realtà. “Ma prof., se Dio non ci fosse, io sarei veramente in classe?” si è sentito domandare un amico insegnante. Non credo che quel ragazzo conoscesse Dostoevskij, ma la stessa cosa lo scrittore russo la fa dire a un suo personaggio: “Se Dio non esiste, io sono ancora capitano?”. È il cuore dell’uomo che si esprime in questa domanda, un cuore che non può essere tradito nella sua esigenza di un significato totale che lo abbracci come amore, che assicuri consistenza alle azioni, ai desideri. La categoria ultima della ragione, la categoria della possibilità, deve ritrovare posto tra i banchi. A chi vive la passione per la verità e ha scoperto che “nel mistero del Verbo fatto carne diventa chiaro il mistero dell’uomo”, spetta un compito, quello che Benedetto XVI in America ha chiamato “carità intellettuale”. Come ha spiegato il Papa, vivere verso i giovani un atto d’amore quale è la responsabilità di condurli alla verità. Che la ragione possa perseguire la verità, che la libertà possa essere posta in relazione alla verità: questo avvicina le generazioni, restituisce fascino al compito educativo e conferisce ai soggetti la dignità e lo spessore che la modernità, il materialismo e lo scetticismo dominante, hanno sottratto. April 28 
Adidas, sponsor dei Giochi Olimpici di Pechino e di numerose squadre nazionali, ma anche Nike e New Balance sono le ditte denunciate dal rapporto della Play Fair Campaign 2008 (PF08) per "violazioni dei diritti dei lavoratori" del settore dell'abbigliamento sportivo. Rilanciato in Italia dall'associazione ' Abiti Puliti', il rapporto " Vincere gli ostacoli" ( in .pdf) rivela come le ditte spendano milioni di euro in sponsorizzazioni mentre i lavoratori continuano ad essere sottoposti ad orari di lavoro massacranti e ricevono salari da fame. "In Cina i lavoratori incollano le scarpe sportive per meno di 2 dollari al giorno e cuciono palloni per 50 centesimi di dollaro l'uno". Il rapporto fa luce anche sulle condizioni dei lavoratori che cuciono palloni sportivi in Thailandia, India e Cina. Alla Joyful Long sul Delta del fiume Pearl in Cina che fornisce Adidas, Nike, Umbro e Fila, lo straordinario può arrivare a 232 ore al mese mentre i salari medi sono quasi la metà del minimo legale. "Non abbiamo risparmi perciò non abbiamo soldi per le emergenze. Una volta ho dovuto impegnare la mia bombola gas per la cucina per avere il denaro necessario a curare mia moglie in emergenza. La situazione è simile per tutti noi. Un mio amico ha venduto persino il suo sangue per avere i soldi necessari a fronteggiare una emergenza" - dice un confezionatore di palloni a domicilio in India. Attraverso la petizione sul sito www.catchtheflame.org la Campagna chiede condizioni dignitose per i lavoratori che producono per le Olimpiadi. "Partecipando alla staffetta alternativa della torcia tutti possono mandare un messaggio chiaro: se vogliamo che i Giochi Olimpici siano equi, devono innanzitutto essere dignitose le condizioni dei lavoratori e delle lavoratrici che producono per le Olimpiadi" - conclude la Play Fair Campaign.
L'incredibile storia di un indiano dimenticato per 35 anni in carcere
Ha passato 35 anni in prigione, non perché colpevole, ma perché tutti si erano scordati della sua esistenza.
35 anni , passati senza poter parlare con avvocati o familiari. Kashmir Singh era un commesso viaggiatore. Potrà rimetter piede nel suo Paese dopo aver ricevuto la grazia del presidente Musharraf.
Il 7 marzo ha lasciato la prigione di Lahore, in cui aveva passato più di metà della sua vita. “Rivedo per la prima volta la luce e la confusione, è come se fossi in un altro mondo. Sto ridendo, come non mi succedeva da 35 anni”, ha detto Singh alla tv pachistana 'Geo'.
Il ministro per i diritti umani pachistano Ansar Burni aveva spiegato il suo incontro casuale con il detenuto: “il signor Singh era un ex poliziotto di Hoshiarpur nel Punjab, poi divenuto commesso viaggiatore di transistor. Durante un suo viaggio a Rawalpindi venne arrestato”.
Per la presunta spia era stata chiesta la pena di morte nel 1979, poi i cambi di regime in Pakistan avevano fatto cadere nel dimenticatoio il suo caso. Nel corso di decine di cambi di penitenziario, di Singh si erano perse le tracce, perché veniva registrato nei penitenziari col cognome di Ibrahim. Da 24 anni il commesso viaggiatore non riceveva più notizie dai suoi avvocati e dalla famiglia. “L'ho cercato per anni – ha detto il ministro dei Diritti umani – ma a causa del cambio di cognome non si riusciva più nemmeno a capire in che prigione fosse finito. Durante una visita in un penitenziario di Lahore, a dicembre, ho conosciuto un uomo il cui caso mi suonava familiare. Il direttore della prigione mi disse di non avere ben chiaro il suo passato giudiziario. L'ho fatto chiamare e abbiamo ripercorso tutta la sua vicenda. Era l'uomo che cercavo da anni, e che il ministero della Giustizia si era dimenticato da anni. In poche settimane ho ottenuto la grazia del presidente per lui, ma abbiamo dovuto attendere due mesi per ottenere tutti i permessi dalle prigioni dove era passato e poterlo finalmente liberare”. Singh è adesso un signore canuto ultrasessantenne che si potrà godere la pensione nella città natale. Di sicuro non può tornare a fare il commesso viaggiatore di transistor. Un bene che non è più in commercio da anni. Intanto centinaia di altri cittadini pachistani e indiani sono prigionieri senza processo e senza contatti con l'esterno nelle carceri dei due Paesi, vittime delle tre guerre di frontiera combattute dai loro governi in 60 anni. April 19 L'atteso intervento davanti all'Assemblea generale: "Garanzie contro la violenza e per la sicurezza". Ratzinger parla anche in francese
Discorso terminato tra gli applausi. Pace fatta dopo l'aspra polemica di dicembre Poi breve visita alla sinagoga di New York. Donna ebrea gli bacia la mano
NEW YORK - "Rispetto dei diritti unica vera via per la sicurezza"; "libertà di religione anche nella sfera politica"; "il diritto dell'Onu ad intervenire a tutela delle popolazioni", una missione che l'accomuna con il ruolo della Chiesa cattolica nel mondo e "il diritto a vivere pubblicamente la propria fede". E poi il duro monito contro una ricerca scientifica che rischia di mettere in discussione "l'ordine della creazione", minacciando il "carattere sacro della vita" e arrivando a "derubare la persona umana e la famiglia della loro identità naturale". Sono i passaggi fondamentali dell'intervento di Papa Benedetto XVI davanti all'Assemblea generale delle Nazioni Unite in occasione del 60 anniversario della Dichiarazione dei diritti dell'uomo. Più tardi un altro appuntamento carico di significati: la visita a una sinagoga a poche ore dalla Pasqua ebraica.
Il Pontefice, davanti all'Assemblea generale, è seduto su una poltrona bianca accanto al banco della Presidenza, parla ad un'aula gremita che lo ha lungamente applaudito al suo ingresso. Indossa il tradizionale abito bianco e ha deciso di parlare in francese. La traduzione è simultanea in decine di lingue. Il Pontefice ha parlato per circa mezz'ora e alla fine i 192 rappresentanti dell'assemblea delle Nazioni Unite si sono alzati in piedi per un lungo applauso. I passaggi chiave del discorso, il riconoscimento dell'azione umanitaria dell'Onu "alla cui attività la Chiesa è lieta di essere associata", mette fine alla guerra fredda tra Vaticano e palazzo di Vetro scoppiata a dicembre scorso quando Ratzinger attaccò durante l'Onu e "il relativismo morale che domina gli organismi internazionalie e dimentica la dignità dell'uomo".
April 17
Il fatto risale al maggio 2005, in un paese a 15 chilometri da Parigi, la donna, che oggi ha 66 anni, dà un sedativo alla figlia Anne Marie di 22 anni handicappata psichica, poi la affoga nella vasca da bagno, ingoia un tubetto di barbiturici e attende la morte, al marito lascia un messaggio che dice: «Scusami, Fernand, se ti lascio. Abbi coraggio, adesso, almeno tu. Anne Marie non se ne è nemmeno accorta, ti amo, Lydie». Ma ecco l’imprevisto, il marito rincasa prima del solito e la moglie è salva. Ieri il processo l’assolve dall’accusa di omicidio. Il pubblico in aula e i giurati applaudono.
Qualcuno si è scandalizzato per l’applauso, diamine un po’ di contegno, io credo sia stato il gesto sincero dei presenti, la conseguenza di un modo di guardare alla vita che è diventato normale, non hanno pensato ad Anne Marie, ma alle fatiche di sua madre e di suo padre, a quei 22 anni di amore incondizionato dato ad una figlia cresciuta solo nel fisico, ma bisognosa di cure più di un neonato. Del resto, perché scandalizzarci, gli handicappati si possono sopprimere prima che vengano al mondo tramite aborto, e nessuno ne ha pietà. Poi ci sono quelli come Anna Marie, handicappati a causa del parto, oppure, handicappati a seguito di un incidente, è logico che li si guardi come un peso, un errore, qualcosa che ci piacerebbe togliere dalla nostra strada, averlo saputo, se ci fosse un esame che predice il futuro e dice che quel figlio che sta per nascere, bello biondo, paffuto a 10 o 15 anni rimarrà inevitabilmente handicappato, a causa di un incidente, i genitori che farebbero, chissà? In Belgio il 95 per cento dei bambini con spina bifida viene abortito, in Inghilterra si sale al 98 e in Olanda abbiamo il Protocollo di Groningen per la legalizzazione dell'eutanasia infantile. Dietro alla parola “compassione” c'é solo il desiderio di eliminare gli invalidi, compassione si coniuga alla perfezione con la parola “eugenetica”. Sia chiaro, la vita con dei figli handicappati gravi è dura, spesso è fatta di rinunce e solitudine, ma è proprio questo che dovrebbe indicarci la strada, le famiglie che vivono questa esperienza hanno bisogno di una comunità che condivide, di supporti psicologici e pratici, non basta l’assegno di accompagnamento, quando ad accompagnare sei sempre e solo tu.Quando non hai un attimo di tempo per guardare in faccia tuo marito, quando dedichi ogni attimo della tua vita a quel figlio e ai suoi bisogni e soffri di sensi di colpa per non avere lo stesso tempo da dedicare agli altri figli, quando ti vedi invecchiare allo specchio, senti le energie venire meno e sei sempre impegnato ad accudire quel figlio fragile che non è mai cresciuto. Ti sale l’angoscia per il suo futuro, per il dopo, e a volte ti coglie lo sconforto per quei desideri buoni di vita, che non hai mai potuto soddisfare.
La vera cultura della vita, è un’educazione al bene, all’accoglienza, e uno Stato che davvero volesse promuovere la vita dovrebbe anche sostenere e favorire tutte quelle esperienze che pure esistono, fanno da supporto alle famiglie con figli handicappati, inutile, come in questo caso, gridare all’eutanasia, dire che la povera Anne Marie era handicappata al 90% e quindi ucciderla è stato un gesto di pietà, una società che elimina i deboli non è una società che promuove la pietà, ma promuove una cultura che le si rivolterà inevitabilmente contro, la storia lo insegna.
per saperne di più invito a leggere "la carta DEI DIRITTI DEI BAMBINI DISABILI"
http://www.savethechildren.it/2003/download/pubblicazioni/dirittibambinidisabili/scdirittibambinidisabili.pdf
April 15
vedi il video

Sai che succede amica mia? C'è chi ora prova a portar via Sogni giovani che il tempo cullerà, Pieni di libertà Gente che resta e che va via Colpa di un uomo o della democrazia? Dai peccati Madre Guerra assolverà Chi la venererà! C'è qualcuno là Che ci aiuterà A dire "Basta!"? C'è qualcuno là che Fermare potrà La violenza? Sai che succede amica mia? Quella che oggi è una bugia L'indomani per qualcuno evolverà E sarà verità C'è qualcuno là Che ci aiuterà A dire "Basta!"? C'è qualcuno là che Fermare potrà La violenza? C'è qualcuno là Nell'immensità della terra? C'è qualcuno là che Vivere saprà Con la testa? Quante pietre da scagliare Tiene in serbo,generale, Il suo esercito di frode ed empatia? Quante sono le persone Che in nome del Signore Finiranno nella cenere? C'è qualcuno là Che ci aiuterà A dire "Basta!"? C'è qualcuno là che Fermare potrà La violenza? C'è qualcuno là Nell'immensità della terra? C'è qualcuno là che Vivere saprà Con la testa?
Oggi un amica era alla ricerca di una frase che indicasse il disegno che Dio ha su ognuno di noi, riguardo alle scelte da fare, ai bivi da scegliere, alle esperienze da fare al cammino da percorrere... un'altra invece con grande voglia mi esprimeva la sua voglia di lanciarsi, di azzardare...facendo trapelare la voglia di vita e di coraggio... poi oggi il visonline ha toccato tante tematiche di cooperazione e di diritti umani...poi un amica un pò confusa... mi sentivo un pò frastornato... dove voleva condurre questa giornata? Non riuscivo a apire.... Il Signore mi ha accontentato... questa canzone mi da la risposta! Buon ascolto a tutti!
April 11 ufficiale: la ricchezza non porta con sé la felicità. O almeno, non la porta ai britannici. Che oggi sono due volte più benestanti di quanto non lo fossero vent'anni fa... E l'ironia sta tutta qui: ci si ammala di meno, si vive di più, si comprano più cose, ma poi in fondo non cambia nulla - e si è infelici più a lungo.

LONDRA - E' ufficiale: la ricchezza non porta con sé la felicità. O almeno, non la porta ai britannici. Che oggi sono due volte più benestanti di quanto non lo fossero vent'anni fa - e ciò nonostante l'indice di felicità del popolo britannico non si è mosso di un millimetro. E' la fotografia scattata dall'ultimo rapporto dell'Ufficio Nazionale di Statistica (ONS) - che ha rilevato inoltre come gli abitanti del Regno Unito siano diventati anche più sani, oltre che più ricchi. Eppure, se si guarda al dato relativo alla soddisfazione delle persone, dal 1973 a oggi è rimasto sempre uguale: 86% del totale. Quindi, per essere felici, non conta una maggiore agiatezza e nemmeno una maggiore longevità. Secondo l'ONS questo è un perfetto esempio del 'Paradosso di Easterlin', una teoria che vuole il declino del rapporto tra ricchezza e felicità dopo che un certo livello di agio viene raggiunto. 'In Gran Bretagna, come del resto negli Stati Uniti e in molti altri paesi', ha detto Paul Allin, dell'Ufficio di Statistica, 'il livello di felicità delle persone si è mantenuto costante, nonostante il livello di ricchezza reale sia invece cresciuto notevolmente'. I dati mostrano infatti come il reddito netto britannico sia cresciuto, dal 1987, da circa 63mila euro annui a 142mila, per nucleo familiare. E se nel 1971 i britannici avevano a disposizione circa 6.200 euro per gli acquisti, oggi questa stessa somma tocca quota 16.200 euro. Una maggiore floridità che ha portato lavastoviglie, cellulari e lettori CD nelle case di tutti i britannici. Due terzi delle famiglie britanniche, ad esempio, possiede oggi un computer - mentre nel 1997 erano un terzo. Ma oltre ad avere più soldi, i britannici del 2000 vivono più a lungo e sono più sani dei loro padri. Nel 1971 l'aspettativa di vita era di 69 anni per gli uomini e 75 per le donne. Oggi, invece, si parla, rispettivamente, di 77 e 82 anni. Per quanto riguarda invece la salute, se nel 1971 l'indice di mortalità per attacchi di cuore o ictus era 6.936 ogni milione - uomini - e 4.285 - donne - oggi si è passati rispettivamente a 2.462 e 1.559. E l'ironia sta tutta qui: ci si ammala di meno, si vive di più, si comprano più cose, ma poi in fondo non cambia nulla - e si è infelici più a lungo. April 08 Pechino (AsiaNews/Agenzie) – Con l’approssimarsi delle Olimpiadi e la crescita delle contestazioni, la Cina rende più arduo ottenere i permessi d’ingresso nel Paese. Frontiere Resi più difficili i visti d’ingresso e sospesi quelli brevi da Hong Kong, per paura dell’arrivo di contestatori. Esperti: è una prova di debolezza. Intanto il Comitato olimpico discuterà se fermare il viaggio della torcia, dopo le proteste di Parigi e Londra. Già iniziate le contestazioni a S.Francisco.
Da Hong Kong, sede di molte ditte multinazionali, è sempre stato possibile agli stranieri ottenere permessi-brevi d’ingresso, rilasciati nei posti di controllo doganale. Ma ora sono stati sospesi “per ragioni tecniche” collegate “al nuovo sistema del computer” e, almeno fino ad ottobre, tutti dovranno chiedere il normale visto d’ingresso tramite ambasciata o i prescritti uffici. Sono stati pure aboliti i visti d’ingresso “multipli” (validi per più entrate). Non è un problema per i turisti, ma un grave disagio per chi ha interessi economici che richiedono una presenza frequente e tempestiva. C’è la volontà di impedire l’entrata di attivisti pro-diritti umani, per timore di proteste durante i Giochi. Ma esperti commentano che la Cina dimostra così quanto tema le proteste pubbliche e il governo dà una prova di debolezza: non appare impossibile individuare, anche alle dogane, chi vuole creare problemi, ma Pechino vuole evitare qualsiasi protesta, anche episodica. Intanto dopo le manifestazioni di Londra e Parigi al passaggio della torcia, il Comitato olimpico internazionale (Cio) discuterà da domani per 3 giorni se interromperne il viaggio mondiale dela fiaccola. Il presidente Cio Jacques Rogge ha annunciato una decisione per l’11 aprile. Contraddicendo Sun Weide, portavoce del Comitato organizzatore delle Olimpiadi che, dalla “lontana” Pechino, aveva assicurato ai giornalisti che “nessuna forza può fermare il viaggio della torcia dei Giochi di Pechino”. Sarà importante la tappa a San Francisco, dove domani passa la torcia e sono già state annunciate forti contestazioni. Attivisti pro-Tibet hanno scalato ieri mattina il ponte Golden Gate – simbolo della città per il quale passerà la torcia - per esporre, a 46 metri d’altezza (nela foto) la bandiera del Tibet e due striscioni con scritto “Un mondo un sogno. Tibet libero” e “Tibet libero 08”. Ma il sindaco Gavin Newsom è determinato a far svolgere comunque il percorso, nonostante una dichiarazione dei leader politici cittadini che salutano la torcia con “preoccupazione e protesta”. A Parigi, nonostante la presenza di oltre 3mila poliziotti, le proteste hanno costretto a fermare la torcia dopo appena 200 metri. E’ stata spenta e fatta salire su un autobus. Lungo i 28 chilometri del percorso ci sono state continue interruzioni, bandiere tibetane o di protesta hanno sventolato da molti edifici comprese la Torre Eiffel e la cattedrale di Notre Dame. Infine la torcia è stata portata in pullman allo stadio Charlety per la cerimonia finale. E’ stata annullata la prevista sosta al municipio, perché sull’edificio erano stati issati striscioni di contestazione “sgraditi” a Pechino. Sempre ieri Hillary Clinton, candidata alla nomination democratica, ha chiesto al presidente George W. Bush di boicottare la cerimonia d’apertura dei Giochi l’8 agosto, se la Cina non cambia politica sui diritti umani. Bush a marzo, poco dopo l’inizio della repressione in Tibet, ha confermato la sua partecipazione alla cerimonia, motivando che i Giochi sono un fatto a sé stante.
  April 07
Di seguito si riporta per intero la lettera aperta scritta da Alex Zanotelli e indirizzata a Walter Veltroni - Segretario del PD, in occasione della Giornata Mondiale dell'Acqua. Questa giornata è stata proclamata nel 1993 dall'Assemblea delle Nazioni Unite. Ogni anno il 22 marzo si celebra la Giornata Mondiale dell'Acqua: perché la carenza di acqua è una emergenza mondiale e in alcune aree del pianeta è una vera e propria catastrofe.
Caro Walter,pace e bene! Oggi, giornata Mondiale dell'acqua, mi sono sentito ancora più spinto a scriverti questa lettera aperta. Ho esitato molto a farlo proprio perchè siamo in piena campagna elettorale., ma alla fine ho deciso di scriverla mosso dall'enorme grido degli impoveriti che mi ruggisce dentro. Tu sei venuto a trovarmi a Korogocho, una spaventosa baraccopoli di Nairobi - Kenia, e hai toccato con mano come "vivono" i baraccati d'Africa. Davanti a quell'inferno umano, tu hai pianto. Mi avevi promesso, in quella densa conversazione nella mia baracca, che avresti portato quell'immenso grido di sofferenza umana nell'area politica. Ora che sei il segretario del PD sembra che ti sia dimenticato di quel "grido dei poveri". Non ne sento proprio parlare. Non chiedo carità (non serve!), chiedo giustizia, quella distributiva che è il campo specifico della politica. E non parlo solo della fame del mondo (fa già parte degli 8 obiettivi del Millennio, su cui si è fatto quasi nulla!), ma soprattutto della sete del mondo. (Infatti non è più il petrolio il bene supremo, ma l'acqua che, con i cambiamenti climatici, andrà scarseggiando). Se per questo è vero, perchè nel tuo programma elettorale appoggi la privatizzazione dell'acqua? Lo sai che questo significa la morte di milioni di persone per sete? Con questa logica di privatizzazione, se oggi abbiamo cinquanta milioni di morti per fame, domani avremo cento milioni di morti di sete. Sono scelte politiche che si pagano con milioni di morti. Caro Walter, perché quelle tue lacrime su Korogocho non le puoi trasformare in gocce d'acqua per i poveri? L'acqua è sacra, l'acqua è vita. Caro Walter, perchè non puoi proclamare che l'acqua non è una merce, ma un diritto fondamentale umano, che deve essere gestita dalle comunità locali con totale capitale pubblico, al minimo costo possibile per l'utente, senza essere SPA? Solo così potrai asciugare le tue lacrime e quelle degli impoveriti del pianeta, ma anche dei poveri del Nord come le classi deboli di questa mia Napoli. Chi dei nostri poveri potrà mai bere l'acqua del rubinetto, con bollette aumentate del 300%, come è avvenuto ad Aprilia (Latina)?
Caro Walter, sull'acqua ci giochiamo tutto, ci giochiamo la nostra stessa democrazia, ci giochiamo il futuro del pianeta. Caro Walter, non dimenticarti di quelle lacrime di Korogocho!
Alex Zanotelli

per saperne di più su Padre Alex http://it.wikipedia.org/wiki/Alex_Zanotelli
April 05
Questo è il colmo...
Questo è il colmo, accusano gli 'zingari' di lasciare dei segni, quando girano per le case a chiedere l'elemosina; dei segni per svuotare più tardi le stesse case... E le ruspe non si fermano nemmeno vedendo le donne e i bambini che corrono piangendo disperati per la loro povera casa, distruggono tutto senza pensare o curarsi di pensare di dove andranno a vivere tutte queste persone...
Questo è il colmo, accusano gli “zingari” di lasciare dei segni, quando girano per le case a chiedere l’elemosina; dei segni per svuotare più tardi le stesse case. Questo è proprio il colmo! Non sapendo più che cosa raccontare per scacciare i Sinti e Rom, per farli odiare e per istigare tutti contro di loro trovano questo motivo, i segni…
Intanto a Firenze ne succedono di tutti i colori. Alcuni mesi fa l'ordinanza anti-lavavetri non permette a delle persone disperate, esseri umani, di praticare un onesto lavoro per sfamare la propria famiglia. Un lavoro duro e pericoloso, tutto il giorno in mezzo la strada con delle persone alla guida delle proprie autovetture, molte volte ingiuste e cattive. Oggi, con la scusa dell’incidente capitato ad una donna anziana, non si può più nemmeno chiedere la carità per le strade e sui marciapiedi, perché crea intralcio e pericolo per il traffico o per i pedoni, è questa l’affermazione fatta dall’assessore Graziano Cioni e avvallata dal sindaco Leonardo Domenici. Ma mentre a Firenze non lasciano a lavorare onestamente le persone solamente perché di un'etnia molto povera, a Milano sta succedendo di molto di peggio. A Milano vogliono scacciare chi dopo tanti sacrifici ha avuto la fortuna di trovarsi un lavoro, un lavoro trovato con il sudore sulla fronte, magari non mangiando per giorni interi andando in giro per tutta la città a chiedere qualsiasi lavoro, senza guardare e badare se un lavoro era sotto pagato, basta trovarne uno per poter mangiare e dare da mangiare a tutta la famiglia. No! A Milano non basta questo, stanno anche sgomberandoli dalle loro misere baracche di cartone, legno e lamiere, dove poter vivere al riparo dall’acqua, sole e notte con la propria famiglia, donne, bambini e volte anche dei vecchi. No! Le ruspe non si fermano nemmeno vedendo le donne e i bambini che corrono piangendo disperati per la loro povera casa, distruggono tutto senza pensare o curarsi di pensare di dove andranno a vivere tutte queste persone, che cosa faranno, avranno un altro posto o non ce l’hanno? A loro non importa, pensano soltanto allo stipendio che il comune gli darà. È stato, come l'ha definito la Curia con un comunicato avallato dall'arcivescovo Dionigi Tettamanzi, uno sgombero «dove si è scesi sotto il rispetto dei diritti umani». Un rispetto «che imporrebbe almeno qualche tanica d'acqua. Ma non si può nemmeno biasimare questi Vigili Urbani, perché non sono gli unici che non vedono, che non pensano e non si curano di dove andranno a finire queste persone: se riusciranno a dormire, a mangiare, a lavorare, ad avere un tetto sulla testa. Pensano soltanto che sono dei Rom… degli “zingari”: persone inumane, bestie, inaffidabili, ladri, delinquenti, sporchi, brutti, eccetera, eccetera... Fanno soltanto quello che tutti fanno… Niente, niente per fermare e alienare il loro perpetuo dolore. Perfino l’Unione Europea fa quello che fanno tutti: niente! Ed il niente per molte persone è molto utile e vantaggioso. L’Europa ha sempre e soltanto sgridato l’Italia, come fa una madre con il proprio bambino, senza condannarlo del reato che ha commesso; una sgridata e una diffida a non rifarlo e niente di più. Ed ecco che l’Italia maggioritaria si approfitta, con la sicurezza che nessuno la fermerà; sa che ci saranno persone che la sgrideranno, parleranno un po’, diranno anche un mucchio di cose, scriveranno un mucchio di cose sui quotidiani, ma sanno che sotto, sotto nessuno farà niente di concreto, nessuno verrà denunciato o accusato di qualcosa. Chi può salvare queste persone, chi può veramente fare qualcosa di concreto e positivo, chi può fermare questa persecuzione razziale che sta andando avanti per secoli, chi può veramente portare un cambiamento totale nella vita dei Rom e Sinti, chi… se non lo fa l’Europa Unita, l’Onu, i Vescovi, i Papi che ci sono e che verranno, chi se non lo faranno loro, chi se non ci riescono loro… Come riescono a parlare di pace, di allargare e unire tutta l’Europa, di lavoro, di convivere con tutte le etnie del Mondo, di portare benessere per tutti, di sconfiggere tutto il male del Mondo, come fanno a parlare di tutte queste cose mentre stanno ancora sopprimendo i popoli dei Sinti e dei Rom, popoli nati e cresciuti in tutta l’Europa, colpevoli soltanto di vivere nella più totale povertà.
Sms e solidarietà
La solidarietà delegata va a gonfie vele, la beneficenza asettica e multimediale raggiunge le latitudini più lontane. Nulla di male, anzi. Sarebbe bello però che tutto questo si configurasse come un «supplemento di amore», non come il surrogato di relazioni che implicano il coinvolgimento verso chi chiede il mio aiuto qui e ora.
Nelle due settimane che seguirono lo tsunami del 26 dicembre 2004, gli italiani donarono via sms 28 milioni di euro. Il dato è stato reso noto lo scorso gennaio dai gestori telefonici. È uno dei numerosi esempi che illustrano l'ammirevole generosità di molti italiani. Del resto, una recente indagine condotta da Focsiv e Doxa (Barometro della solidarietà 2007) conferma la diffusa predisposizione a fare donazioni in denaro: il 45% dei soggetti intervistati ne ha effettuata almeno una negli ultimi dodici mesi.
Tanta generosità investe di gravose responsabilità coloro che se ne fanno intermediari: a livello internazionale si tratta di grandi organismi come l'Onu o l'Unicef, organizzazioni non governative, istituti missionari; a livello nazionale, incontriamo un ampio e variegato mondo che va da piccole associazioni di volontariato a grandi fondazioni bancarie o istituti di ricerca medica. Purtroppo non mancano casi in cui correttezza e onestà sono quantomeno dubbie, ma, nel complesso, il mondo della solidarietà organizzata dimostra dedizione, trasparenza e professionalità.
Vorremmo però qui riflettere sulle particolari modalità attraverso cui si mettono in atto gesti come quello citato all'inizio. La beneficenza, l'elemosina sono sempre esistite e sono scelte dense di significati umanitari e religiosi. Ma oggi entrano in gioco elementi che hanno a che fare con il diffondersi delle nuove tecnologie. Basta un messaggio via cellulare, una telefonata con cui comunicare il numero della propria carta di credito o un click del mouse, ed ecco che parte l'offerta in denaro. Grazie ai mezzi di comunicazione che ci «avvicinano» alle grandi calamità naturali o alle emergenze umanitarie causate dalle guerre, ci sentiamo coinvolti da ciò che è geograficamente lontano; non è più possibile trincerarsi dietro un «non sapevo». L'invio del denaro è allora immediato, quasi spontaneo, e tuttavia il coinvolgimento personale risulta mediato, virtuale. La commozione è forte e autentica, ma non riesce ad elevarsi al livello di compassione (nel senso etimologico di «patire con»). L'aiuto fornito è certo utile ma anche immateriale: qualcun altro provvederà a trasformarlo in azione concreta. Lo sdegno è vibrante ma passeggero (poiché i mass media presto si occuperanno d'altro) e difficilmente il nostro stile di vita verrà messo in discussione.
Viene da chiedersi se non si possa stabilire un collegamento tra le ambivalenze qui evidenziate e altri fenomeni messi in luce dalle indagini sociologiche: il progressivo allontanamento degli italiani dal volontariato esercitato in prima persona, i crescenti segnali di intolleranza o di fastidio nei confronti degli stranieri, specie se poveri, il pessimismo sulla politica come impegno personale e servizio per il bene comune. La solidarietà delegata va a gonfie vele, la beneficenza asettica e multimediale raggiunge le latitudini più lontane. Nulla di male, anzi. Sarebbe bello però che tutto questo si configurasse come un «supplemento di amore», non come il surrogato di relazioni che implicano il coinvolgimento verso chi chiede il mio aiuto qui e ora. Ricordando che il samaritano, oggi come ai tempi della parabola evangelica, si fa prossimo di colui che incontra sulla propria strada e che altri fingono di non vedere. April 04
La settimana di educazione alla mondialità del VIS
La settimana di Educazione alla Mondialità, organizzata ogni anno nell’ultima settimana di Agosto, rappresenta un momento importante di studio e riflessione che si propone di analizzare le diverse variabili che incidono sul complesso fenomeno dello sviluppo. Questa settimana costituisce un’occasione importante di formazione e sensibilizzazione per operatori del settore, operatori specializzati delle ONG e per quanti siano interessati alle tematiche trattate, offrendo loro l’opportunità di confrontarsi e di aggiornare la loro preparazione.
La Settimana di Educazione alla Mondialità rappresenta un appuntamento prestigioso e costante nell’ambito delle iniziative educative e formative intraprese dal VIS. Ogni anno docenti universitari ed esperti di settore propongono ai partecipanti un ciclo di approfondimenti su un tema specifico, connesso alle tematiche della cooperazione allo sviluppo. La partecipazione alla Settimana EaM è aperta a chiunque sia interessato. La Settimana di Educazione alla Mondialità 2008 ci vedrà coinvolti in una sorta di pellegrinaggio itinerante, tra la Croazia, la Serbia e la Bosnia Erzegovina. Sarà un’immersione a 360° in queste Terre. Non è facile parlare dei Paesi Balcanici. Ogni stato presenta la propria storia, i propri numeri di sfollati, dispersi, morti e per finire la propria religione. In ogni città incontreremo un esponente della vita sociale o culturale locale che ci aiuterà a approfondire le cause della guerra e le speranze di Pace. Forse una settimana itinerante non sembra attinente a ciò che ci siamo prefissati al VIS, cioè di “fermarci”,ma siamo certi che non c’è modo migliore di avvicinarsi a questa realtà che non sia quello di respirarla e di viverla. Siamo sicuri che nessuno resterà indifferente. Queste Terre e le mille storie spaccano in due, in tre, in mille pezzi l’anima, il cuore, la nostra piccola ragione. E ognuno capirà perché è valsa la pena venire qui con noi.
Per saperne di più e scaricare la brochure http://www.volint.it/ 
Ø 25 aprile 2008
Ore 16.30 Arrivi e sistemazioni nel Villaggio Emmaus (Foggia)
Ore 17.30 Inizio Harambèe:
- Saluto di don Vito Cecere – Incaricato della Piccola Comunità di Emmaus
- Avvisi tecnici sulla struttura e divisione in gruppi
- Presentazione tema: “Maneggiare con cura…” (don Mimmo Madonna)
Ore 20.15 Cena (prodotti locali condivisi)
Ore 21.15 Serata allegra
Ore 23.00 Preghiera e buonanotte
Ø 26 aprile 2008
(probabilmente sarà con noi durante questa giornata don Giovanni Corselli, missionario in Madagascar e Direttore di Bemaneviky)
Ore 7.30 Sveglia
Ore 8.30 Preghiera
Ore 9.00 Colazione
Ore 9.45 Intervento:
“Tessendo un domani migliore su una Terra verde: La sfida ecologica in attesa della gioventù di oggi” a cura di don Joshtrom Isacco Kureethadam
(salesiano dell’India, catechista della comunità di Roma-Gerini, dimora degli studenti di teologia,
e prof. di Filosofia della Natura all’Università Pontificia Salesiana)
Ore 10.30 Lavoro a gruppi
Ore 11.15 Intervallo
Ore 11.45 Condivisione
Ore 13.45 Pranzo
Ore 14.30 Tempo libero (alcuni prepareranno la celebrazione eucaristica della Domenica, altri incideranno l’inno dell’AM/VIS IME)
Ore 15.15 Riassettiamoci …
Ore 15.45 Visitiamo la Fattoria didattica (a gruppi)
Ore 17.00 Tutti nella “Piazza della Solidarietà” (visiteremo e lavoreremo presso alcuni stand):
1) Salvaguardia del creato e cambiamenti climatici; 2) Salvaguardia del creato e diritti dell’infanzia; 3) Commercio Equo-solidale; 4) Banca Etica;
(I giovani sceglierebbero almeno due dei punti informativi, ruotando al suono di tromba dopo circa 30’)
Ore 19.00 Intervallo
Ore 19.30 Testimonianza: don Michele De Paolis (fondatore di Emmaus ed ex missionario nelle Americhe)
Ore 20.30 Cena
Ore 21.30 Serata con Niccolò Fabi
Ore 23.00 Veglia Missionaria: buonanotte di don Gino Cella (Delegato PG)
Ø 27 aprile 2008
Ore 7.00 Sveglia
Ore 7.45 Colazione
Ore 8.30 Partenza per la Comunità Salesiana di Foggia
Ore 9.30 S. Messa presieduta dall’Ispettore don Pasquale Martino
Ore 11.00 Visita all’Associazione BAOBAB
Ore 12.30 Pranzo e… partenze
Þ Per ulteriori informazioni scrivere a: vocazioniemissioni@sdbime.it
SENTIAMO L'ECO DELLA SUA PAROLA CHE RISUONA ANCORA...
O Trinità Santa, ti ringraziamo per aver donato alla Chiesa il Papa Giovanni Paolo II e per aver fatto risplendere in lui la tenerezza della tua paternità, la gloria della Croce di Cristo e lo splendore dello Spirito d’amore. Egli, confidando totalmente nella tua infinita misericordia e nella materna intercessione di Maria, ci ha dato un’immagine viva di Gesù Buon Pastore e ci ha indicato la santità come misura alta della vita cristiana ordinaria quale strada per raggiungere la comunione eterna con te. Concedici, per sua intercessione, secondo la tua volontà, la grazia che imploriamo, nella speranza che egli sia presto annoverato nel numero dei tuoi santi. Amen.
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